#94 – Italiano, uccide la madre e si suicida

E’ accaduto a Castello d’Annone
Tragedia familiare nell’astigiano, uccide l’anziana madre malata e poi si toglie la vita

Asti – (Adnkronos) – Il 49enne, che aveva problemi di depressione, ha fatto prendere alla donna una dose massiccia di barbiturici e poi li ha ingeriti anche lui. Ha lasciato una lettera in cui spiega che non poteva più sopportare di vederla soffrire

Asti, 9 ago. (Adnkronos) – Ha ucciso l’anziana madre malata e poi si è suicidato. E’ accaduto a Castello d’Annone, in provincia di Asti. I corpi dell’uomo, 49 anni, che faceva il cuoco alla mensa dell’ospedale di Asti, e della donna, 75 anni, sono stati trovati ieri sera dal fratello dell’anziana. Il 49enne, che aveva anche problemi di depressione, ha fatto prendere alla madre una dose massiccia di barbiturici e poi li ha ingeriti anche lui. La donna è morta nel sonno.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Castello D’Annone e del nucleo investigativo del comando provinciale di Asti. In casa hanno trovato una lettera lasciata dal 49enne in cui sono spiegati i motivi del gesto: non poteva più sopportare di veder soffrire la madre, che era gravemente malata.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Tragedia-familiare-nellastigiano-uccide-lanziana-madre-malata-e-poi-si-toglie-la-vita_313584042536.html

Omicidio-suicdio: il figlio avvelena la madre, originaria di Borgotaro

Avvelena l’anziana madre e poi si uccide: la donna è di Borgotaro
Tragico delitto nell’astigiano: il figlio di 49 anni ha preparato un mix di farmaci per la madre, che poi ha assunto per farla finita. Ritrovata una lettera dove l’uommo spiega il gesto estremo

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Non voleva che l’anziana madre soffrisse più, e neppure lui voleva continuare il suo calvario di depressione. Così ha deciso di avvelenare la donna e di uccidersi nello stesso modo, nel silenzio della loro casa nel cuore del paese. Giovanni Zoppegno, cuoco di 49 anni, ha scelto per il suo piano di omicidio-suicidio, portato a compimento a Castello d’Annone (Asti), una doppia potente dose di farmaci – forse un mix di prodotti diversi – probabilmente nella speranza che lui e la mamma, Lisetta Bardini, 74 anni, potessero andare incontro alla morte nel modo meno doloroso possibile. L’anziana è stata trovata nel suo letto, sotto la coperta, e a qualche soccorritore per un attimo è parso che dormisse.

Accanto a lei, sul lenzuolo, era adagiato il figlio. Entrambi morti per avvelenamento. L’omicidio-suicidio ha sconvolto Castello d’Annone, un comune ad una manciata di chilometri da Asti. Zoppegno e l’anziana madre, originaria di Borgo Val Di Taro (Parma) vivevano in una casetta in via Pacot e, proprio per le piccole dimensioni del paese, erano conosciuti praticamente da tutti, anche se conducevano una vita riservata. Zoppegno, cuoco all’ospedale Cardinal Massaia di Asti, abitava da anni con la madre vedova. Negli ultimi tempi nella loro vita la sofferenza, fisica e psicologica, era diventata sempre più forte. Il peggiorare delle condizioni di salute della donna avevano portato il figlio nella spirale della depressione.

E proprio lo stato d’animo sempre più triste ha fatto maturare nel cuoco astigiano la volontà di mettere fine alla vita. I carabinieri giunti sul posto hanno trovato una lettera, nella cucina della casa, nella quale Zoppegno spiegava i motivi del doppio gesto estremo. A scoprire l’omicidio-suicidio è stato un parente, allarmato dopo avere visto giorno e notte porte e finestre chiuse nell’abitazione in via Pacot. Era sicuro che il silenzio di Giovanni e Lisetta non era dovuto ad una vacanza, perché madre e figlio non lasciavano mai Castello d’Annone. Quando i carabinieri sono arrivati, la prima ipotesi è stata quella che l’anziana fosse morta per un malore e che il figlio si fosse avvelenato per la disperazione. Poi lo scritto trovato in un’altra stanza, firmato dal cuoco astigiano, ha risolto il caso. Domani l’autopsia ma sui motivi della morte non ci sarebbero dubbi. Resta da accertare l’ora.

http://www.parmatoday.it/cronaca/borgotaro-omicidio-suicidio-9-agosto-2012.html

Uccide la madre con un cocktail di farmaci e poi si suicida. Lei era di Borgotaro

Omicidio-suicidio vicino Asti, a Castello d’Annone, dove in una casa del posto sono stati trovati i corpi senza vita di Giovanni Zoppegno, 49 anni, e della madre Lisetta Bardini di 74. È stato il figlio, che soffriva di serie crisi depressive, ad uccidere la donna, malata da tempo, somministrandole a sua insaputa un cocktail di farmaci. La donna era originaria di Borgotaro.

I cadaveri sono stati trovati ieri da un parente, ma il fatto potrebbe essere avvenuto qualche giorno prima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Asti, che hanno eseguito i rilievi trovando un lungo scritto in cui l’uomo chiariva i motivi del gesto spiegando di non poter più sopportare le sofferenze della madre.I corpi erano distesi uno accanto all’altro sul letto della donna, che è morta nel sonno.

http://www.parmasera.it/app/document-detail.jsp?id_prodotto=25936

Borgotarese uccisa dal figlio che poi si suicida

ASTI – Non voleva che l’anziana madre soffrisse più, e neppure lui voleva continuare il suo calvario di depressione. Così ha deciso di avvelenare la donna e di uccidersi nello stesso modo, nel silenzio della loro casa nel cuore del paese. Giovanni Zoppegno, cuoco di 49 anni, ha scelto per il suo piano di omicidio-suicidio, portato a compimento a Castello d’Annone (Asti), una doppia potente dose di farmaci – forse un mix di prodotti diversi – probabilmente nella speranza che lui e la mamma, Lisetta Bardini, 74 anni, potessero andare incontro alla morte nel modo meno doloroso possibile.
L’anziana è stata trovata nel suo letto, sotto la coperta, e a qualche soccorritore per un attimo è parso che dormisse. Accanto a lei, sul lenzuolo, era adagiato il figlio. Entrambi morti per avvelenamento.
L’omicidio-suicidio ha sconvolto Castello d’Annone, un comune ad una manciata di chilometri da Asti. Zoppegno e l’anziana madre, originaria di Borgotaro vivevano in una casetta in via Pacot e, proprio per le piccole dimensioni del paese, erano conosciuti praticamente da tutti, anche se conducevano una vita riservata.
Zoppegno, cuoco all’ospedale Cardinal Massaia di Asti, abitava da anni con la madre vedova. Negli ultimi tempi nella loro vita la sofferenza, fisica e psicologica, era diventata sempre più forte. Il peggiorare delle condizioni di salute della donna avevano portato il figlio nella spirale della depressione. E proprio lo stato d’animo sempre più triste ha fatto maturare nel cuoco astigiano la volontà di mettere fine alla vita. I carabinieri giunti sul posto hanno trovato una lettera, nella cucina della casa, nella quale Zoppegno spiegava i motivi del doppio gesto estremo.
A scoprire l’omicidio-suicidio è stato un parente, allarmato dopo avere visto giorno e notte porte e finestre chiuse nell’abitazione in via Pacot. Era sicuro che il silenzio di Giovanni e Lisetta non era dovuto ad una vacanza, perchè madre e figlio non lasciavano mai Castello d’Annone.
Quando i carabinieri sono arrivati, la prima ipotesi è stata quella che l’anziana fosse morta per un malore e che il figlio si fosse avvelenato per la disperazione. Poi lo scritto trovato in un’altra stanza, firmato dal cuoco astigiano, ha risolto il caso. Domani l’autopsia ma sui motivi della morte non ci sarebbero dubbi. Resta da accertare l’ora.

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/7/145980/Borgotarese_uccisa_dal_figlio_che_poi_si_suicida.html

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2 Responses to #94 – Italiano, uccide la madre e si suicida

  1. Psycho says:

    bisognia ritornare ai moti del 68, quando cioè protestare aveva una sua ragion d’essere, perduta nei decenni a seguire. Il femminisfmo con la F maiuscola nasceva proprio in quegli anni. Indipendentemente da tutte le violenze perpetrate dagli uomini verso le donne!!!1

  2. Licia says:

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/08/21/news/uccide_prostituta_e_scrive_libro_arrestato_scrittore_a_torino-41251522/?ref=HREC1-6

    Stamattina leggo questo.
    Io non ricordo questa donna ripescata nel Po, a questo punto mi tocca pensare che i femminicidi siano ancora di più perché, come già immaginavo, le povere prostitute evidentemente non sono ritenute degne neppure di un trafiletto.
    Ho cercato qui sul mese di Febbraio: niente.
    Ma magari mi sbaglio ed era stato riportato, voi lo sapete meglio di me.
    Se lo avete riportato me lo indicate, per favore? Grazie.

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