#65: Italiano, simula suicidio della moglie ma le aveva sparato in faccia

Un colpo al viso uccide donna
di 33 anni: arrestato il marito
Il coniuge accusato è una guardia giurata in servizio presso un istituto di vigilanza di Avellino: ha confessato

NAPOLI – Tragedia in provincia di Napoli. Un colpo d’arma da fuoco, al viso: è morta così, nel Napoletano, la scorsa notte a Brusciano, una donna di 33 anni, Vincenza Zullo . La vittima è stata trovata all’interno della sua abitazione, in via Biagio Caccia 21: accanto al corpo una pistola calibro 9 regolarmente detenuta dal marito, Salvatore Velotto, 35enne, guardia particolare giurata in servizio presso un istituto di vigilanza di Avellino

L’UOMO ARRESTATO – Dopo diverse ore di interrogatorio, l’uomo è stato arrestato: ha ammesso di aver ucciso la donna dalla quale, anche se non formalmente, era separato in casa da tempo. L’omicidio sarebbe scattato al termine di una delle tante discussioni che i due ormai avevano sempre più spesso.

«MIA MOGLIE SI È UCCISA» – È stato lui a chiamare il 112. Ed è stato lui a raccontare in maniera molto agitata ai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Michele Dagosto, che la moglie si era uccisa. La ricostruzione di Velotto è però apparsa sin da subito contraddittoria e, soprattutto, discordante con gli elementi riscontrati sulla scena del crimine. Il corpo di Vincenza, casalinga di 33 anni, era in cucina: sul volto una evidente ferita d’arma da fuoco; accanto a lei una pistola calibro 9 regolarmente detenuta proprio dal marito 35enne, guardia giurata in servizio presso un istituto di vigilanza di Avellino. A seguito del sopralluogo effettuato dai militari della sezione rilievi dei carabinieri e del pubblico ministero e dalla loro comparazione con le dichiarazioni dei presenti, sono emersi elementi indiziari a carico di Velotto. Messo alle «strette», Velotto ha ammesso di averla uccisa.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/29-maggio-2012/colpo-viso-uccide-donna-33-anni-201386963928.shtml

BRUSCIANO, VITA E MORTE DI VINCENZA, MAMMA UCCISA CON UN COLPO DI PISTOLA IN FACCIA

Sventato per tempo dai carabinieri e dalla magistratura un secondo caso Melania Rea. Stavolta il marito ha confessato di aver ucciso la moglie, dopo aver negato per dodici ore. In carcere è finito Salvatore Velotti, 35 anni. È l’assassino della consorte Vincenza Zullo. Dopo dodici ore d’interrogatorio immediato gli inquirenti sono riusciti a scongiurare un secondo caso Melania Rea. Stavolta infatti il marito ha confessato l’uxoricidio.

A uccidere l’altra notte, in quel di Brusciano, Vincenza Zullo, 33 anni, casalinga, due figli, è stato il consorte, Salvatore Velotto, una guardia giurata di 35 anni. Velotto aveva detto ai carabinieri che la moglie si era suicidata sparandosi un colpo in faccia dopo aver trafugato la sua pistola d’ordinanza. Ma i militari non gli hanno creduto. E alla fine il vigilante ha vuotato il sacco. Ora si trova in carcere, in attesa di una decisione del gip. L’ennesima violenza alle donne si consuma con uno sparo nella notte, un rumore sordo che i vicini probabilmente avvertono per poi allertare i carabinieri.

Quando i militari fanno irruzione nella casa da cui si è sentito partire il colpo capiscono subito che non c’è più niente da fare. Nell’abitazione gli investigatori trovano il corpo senza vita di una giovane donna dal fisico minuto. Vincenza Zullo ha il volto sfigurato da un proiettile di calibro nove che le ha sfondato il cranio. Dai primi accertamenti si desume che il fatto è avvenuto mentre i figli della giovane casalinga, il primogenito di 12 anni e la bambina di 7, stavano dormendo. A questo punto l’unico testimone dell’accaduto è il marito, Salvatore Velotto, che ha appena aperto la porta ai carabinieri.

Velotto dichiara che Vincenza si è suicidata con la sua pistola d’ordinanza, una calibro nove regolarmente detenuta perché lui è una guardia giurata. I carabinieri però vogliono capire meglio. Portano Salvatore in caserma e quindi lo torchiano per quasi tutta la notte e per tutto il giorno successivo. Il pm della procura di Nola, Claudio Onorati, e i militari della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Michele D’Agosto, vogliono assolutamente fare presto perché venga fugato ogni dubbio. Si potrebbe profilare lo spettro di un nuovo caso Melania Rea, di un secondo Salvatore Parolisi che nega ogni addebito sullo sfondo di una situazione confusa e che rischia di diventare sempre più inestricabile col tempo che passa.

Nel caso della vicenda di Brusciano il pubblico ministero propende dal primo momento per l’uxoricidio. Di Salvatore Velotto qualcosa si sa. Ha ottenuto il decreto di guardia giurata nonostante fosse stato espresso parere opposto dalle forze dell’ordine, che avevano inoltrato la richiesta di interdittiva alla prefettura di Avellino, dove l’uomo lavora alla dipendenze della ditta di vigilanza Cosmopol. Nella fedina penale del trentacinquenne compaiono vari precedenti: lesioni personali, minacce e ingiuria. Nel 1998 Velotto è stato anche arrestato per estorsione.

Nessuna delle denunce a carico della guardia giurata è però relativa a presunte violenze perpetrate alla moglie. L’interrogatorio comunque punta immediatamente su questo tremendo quanto fondamentale sospetto. Intanto si fa notte fonda ma Salvatore continua a negare. Il giorno dopo il giudice Onorati e il capitano D’Agosto tornano all’attacco. E nel pomeriggio Velotto crolla. Piange a dirotto e confessa. «Si le ho sparato io – dice – ma il colpo è partito accidentalmente: non volevo ucciderla». Alle 18 e 30 Salvatore esce in manette dalla caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa. La mamma e gli altri partenti di Vincenza, che stavano aspettando fuori da ore, tentano di aggredirlo. «Maledetto – gridano – ce l’hai ammazzata».

La dinamica mette in dubbio l’ipotesi dell’omicidio preterintenzionale. Vincenza è stata sparata in cucina, dopo una brutta discussione col marito. Una questione di soldi. I due vivevano ormai da separati in casa. Quando Vincenza ha chiesto a Salvatore il danaro per accudire meglio i figli lui stava per andare al lavoro. Aveva il turno di notte. «Era nervoso», sostengono gli investigatori. Una vita di sacrifici spezzata da una morte assurda quella di Vincenza Zullo. Sono le dichiarazioni strappate a caldo da una vicina di casa a confermarlo. «Accompagnava ogni mattina a scuola i suoi figli – racconta la signora dalla finestra della suo appartamento – F., di 12 anni, e A., di 7: era una donna del tutto normale, una brava ragazza, una mamma responsabile come tante altre».

Una quotidianità condotta in condizioni economiche spesso difficili, come ormai accade ovunque, sempre più spesso. Due figli da mantenere e una casa grande ma piuttosto malridotta. Un edificio a due livelli, i muri consumati, in via Caccia, una stradina chiusa di semiperiferia. Al piano ammezzato ci abitava Vincenza, con i figli e il marito. Sopra, al primo piano, c’è la casa dei suoceri della donna. Filippo, un muratore, il padre di Salvatore, ha costruito l’intera struttura, trent’anni fa. Filippo è andato via da Brusciano già da molto tempo, prima della morte della moglie, Agnese. Nel giardino incolto ha lasciato un vecchio camion e vari attrezzi di lavoro. «Filppo e Agnese si sono separati prima che Agnese morisse – aggiungono i vicini – Vincenza quando si sposò ha dato i loro nomi ai suoi figli».

Una famiglia rispettosa delle tradizioni la famiglia Velotto, bruscianesi doc. Gente di tradizione anche i Zullo, dicono tutti. I Zullo vivono nel centro storico di Napoli per cui al momento non si sa come si conobbero Vincenza e Salvatore. Quel che è certo è che si sposarono quando erano ancora molto giovani, appena ventenni. Un ricordo ormai sbiadito, un passato sepolto dalla tragedia dell’altra notte. Intanto gli investigatori aspettano l’esito dell’esame autoptico e di quello dello stube. Il corpo di Vincenza si trova nell’obitorio del secondo Policlinico in attesa di una verità che è stata in parte svelata. Ora c’è da accertare in via definitiva se Salvatore abbia sparato a Vincenza con malefica premeditazione, se il grilletto sia stato tirato con la precisa volontà di uccidere.

http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=17442

Donna trovata morta in casa nel napoletano: il marito confessa l’omicidio ultimo aggiornamento: 29 maggio, ore 20:03 Napoli –

(Adnkronos) – Vincenza Zullo, 33 anni, è stata trovata morta in casa a Brusciano, con un colpo di pistola al volto. In un primo momento il marito, 36 anni, guardia particolare giurata, aveva detto ai Carabinieri che la moglie si era suicidata Napoli, 29 mag. –

(Adnkronos) – E’ stata uccisa dal marito la donna di 33 anni, Vincenza Zullo, che e’ stata trovata morta in casa con un colpo di pistola al volto a Brusciano, nel napoletano. Il marito, guardia particolare giurata di 36 anni, dopo aver detto in un primo momento ai Carabinieri che la donna si era suicidata, alla fine è crollato e ha confessato. La segnalazione alla centrale operativa dei carabinieri di Castello di Cisterna e’ arrivata ieri sera alle 23, dopo una chiamata al 112 che comunicava che una donna si era sparata all’interno della sua abitazione, in via Biagio Caccia. Intervenuti presso l’appartamento, i militari hanno trovato davanti alla porta d’ingresso il marito della vittima che, in stato di agitazione, riferiva che sua moglie si era suicidata.

Il cadavere della donna, identificata come Vincenza Zullo, e’ stato trovato riverso a terra nella cucina dell’abitazione, con un’evidente ferita d’arma da fuoco al volto. Sul pavimento, accanto al corpo della vittima, e’ stata trovata una pistola Pb mod.98FS. In seguito alle prime attivita’ di sopralluogo, condotte dai carabinieri e dal pm, e dalla loro comparazione con le dichiarazioni dei presenti, sono emersi elementi indiziari a carico del marito della vittima. Dopo ore di serrato interrogatorio, l’uomo, spontaneamente, ha dichiarato ai magistrati di voler rendere piena confessione su quanto realmente accaduto.

Al termine delle attivita’, l’Autorita’ Giudiziaria ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Velotto, che e’ stato portato nel carcere di Poggioreale.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania/Donna-trovata-morta-in-casa-nel-napoletano-il-marito-confessa-lomicidio_313353639797.html

Colpo arma da fuoco al viso, morta donna nel Napoletano Accanto a corpo pistola del marito ora interrogato da cc

(ANSA) – NAPOLI, 29 MAG – Un colpo d’arma da fuoco, al viso: e’ morta cosi’, nel Napoletano, la scorsa notte a Brusciano, una donna di 33 anni. La vittima, Vincenza Zullo, casalinga, e’ stata trovata all’interno della sua abitazione: accanto al corpo una pistola calibro 9 regolarmente detenuta dal marito 35enne, guardia particolare giurata in servizio presso istituto di vigilanza di Avellino, nonche’ un bossolo dello stesso calibro e una ogiva deformata. Al momento i carabinieri, intervenuti dopo una segnalazione telefonica, stanno interrogando il marito.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/campania/2012/05/29/Colpo-arma-fuoco-viso-morta-donna-Napoletano_6950542.html

33enne uccisa con colpo di pistola al volto
Arrestato il marito dopo interrogatorio

NAPOLI – Un colpo d’arma da fuoco, al viso: è morta così, nel Napoletano, la scorsa notte a Brusciano, una donna di 33 anni. La vittima è stata trovata all’interno della sua abitazione: accanto al corpo una pistola calibro 9 regolarmente detenuta dal marito 35enne, guardia particolare giurata in servizio presso un istituto di vigilanza di Avellino, nonché un bossolo dello stesso calibro e un’ogiva deformata. Il primo a finire sotto interrogatorio è stato il marito.

È dopo una segnalazione telefonica pervenuta alla Centrale Operativa di Castello di Cisterna, che la scorsa notte i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno rinvenuto il cadavere di Vincenza Zullo, 33 anni, all’interno della sua abitazione in via Biagio Caccia 21. Da un esame esterno la donna, casalinga, sarebbe deceduta a causa di una ferita da arma da fuoco alla faccia.

Nel corso di un sopralluogo i militari dell’arma hanno rinvenuto a fianco al cadavere l’arma, il bossolo e l’ogiva. La salma è stata portata all’obitorio del II Policlinico di Napoli per l’esame autoptico.

Dopo diverse ore di interrogatorio, è stato arrestato Salvatore Velotto, marito della 33enne Vincenza Zullo. L’uomo, una guardia giurata, avrebbe ammesso di aver ucciso la donna dalla quale, anche se non formalmente, era separato in casa da tempo. L’omicidio sarebbe scattato al termine di una delle tante discussioni che i due ormai avevano sempre più spesso.

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=199144

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