Stupro de L’Aquila: penetrata con un oggetto di ferro!

PIZZOLI

IL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA ALFREDO ROSSINI PARLA PER LA PRIMA VOLTA DELLA BRUTALE VIOLENZA
«Lo stupro con un oggetto di ferro»
Il militare arrestato sarà interrogato martedì. Intanto la discoteca riapre i battenti

«Nello stupro è stato utilizzato uno strumento metallico, di ferro.

Secondo me la ragazza non avrà possibilità di rimettersi in sesto, certo la situazione lì è compromessa, profondamente compromessa». Queste le prime parole di Alfredo Rossini, Procuratore capo della Distrettuale Antimafia, all’indomani dell’arresto di Francesco Tuccia, Franky per gli amici del web, il caporale del 33° Reggimento Artiglieria Terrestre «Acqui», finito in carcere con un’accusa grave: tentato omicidio e violenza sessuale.

Al momento il 21enne di Avellino, dopo un primo passaggio nella casa circondariale dell’Aquila, si trova recluso nel carcere di Castrogno a Teramo, in una sezione dedicata per reati di tipo sessuale. Intanto, sul conto del presunto autore dell’efferata violenza, interviene anche Luigi Marronaro, il titolare della discoteca «Guernica», nelle cui vicinanze dodici giorni fa si sarebbe consumata proprio quella terribile violenza. «Era tranquillo», così Marronaro definisce Francesco Tuccia dopo aver appreso del suo arresto. «A vedere il ragazzo, che abbiamo bloccato e che poi è rimasto tranquillo per tutta la notte fino alle 8 di mattina nella discoteca, mentre i carabinieri facevano le indagini, non avrei pensato che fosse capace di una violenza così grave. A me ha detto: “L’ho solo baciata e avuto un rapporto sessuale”». Il titolare della discoteca di Pizzoli fu il primo a soccorrere e a salvare la vita alla studentessa, trovata fuori dal locale svenuta e insanguinata in mezzo alla neve e con una temperatura rigidissima. «In trenta anni di attività – prosegue – al di là di scaramucce risolte con l’intervento degli addetti della sicurezza, non mi era mai successo nulla del genere. Ho avuto paura che la ragazza morisse. Qualcuno mi ha detto che ho sbagliato a muoverla, ma non ci ho pensato un attimo a trasferirla all’interno perchè altri cinque minuti lì fuori e avrebbe rischiato seriamente di morire. Nonostante avessi vestiti pesanti, non riuscivo a stare fuori». Sempre il titolare del locale sulla questione sicurezza ha concluso: «Dopo il grave fatto, abbiamo aumentato la sicurezza all’interno del locale e previsto un metronotte all’esterno. La discoteca è stata dissequestrata dopo i dieci giorni di chiusura stabilita dal questore su richiesta dei carabinieri». Marronaro ha detto che il Guernica riaprirà al pubblico oggi, ma già da ieri sera c’è stata una festa privata. «Abbiamo deciso di riaprire perché, nonostante ancora scioccato da quanto accaduto, dobbiamo andare avanti perchè questo è il nostro lavoro». Nel frattempo gli atti relativi all’indagine e all’arresto del caporale 21enne sono stati trasferiti in Procura. È previsto, infatti, per martedì 28 febbraio, l’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale il militare accusato dovrà chiarire la sua posizione davanti al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella. Intanto le condizioni fisiche della giovane vittima migliorano, ma per le lesioni riportate sembra che sarà comunque necessario un nuovo intervento chirurgico.

http://www.iltempo.it/abruzzo/2012/02/25/1324668-stupro_oggetto_ferro.shtml

Stupro all’Aquila: fatto con uno strumento di ferro
Un solo arrestato: Francesco Tuccia, 21 anni. Determinanti le analisi sulle tracce di sangue.

Non c’è limite all’effereza dello stupro de L’Aquila, quello perpetrato da tre militari e una ragazza ai danni di una ventenne studentessa di Tivoli. L’ultima novità shock è stata resa pubblica dal Procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini: “Nello stupro è stato utilizzato uno strumento metallico, di ferro”.
Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del caporale Francesco Tuccia, 21 anni, originario della provincia di Avellino, l’unico arrestato per il momento, c’è infatti scritto che non c’è stato rapporto sessuale nel senso tradizionale del termine.

Finora non ritrovato il corpo estraneo

La violenza sessuale sarebbe stata praticata con efferatezza utilizzando, appunto, un corpo estraneo del quale il militare si sarebbe disfatto e non ritrovato finora per l’abbondante presenza di neve nella notte dello stupro davanti alla discoteca Guernica.

L’aggiornamento precedente

È stato arrestato uno dei militari sospettati dello stupro de L’Aquila. Si tratta di Francesco Tuccia, 21anni, originario della provincia di Avellino, che è stato prelevato dai carabinieri nella caserma Campomizzi dell’Aquila. Tuccia era il principale sospettato, perché trovato con la camicia, una mano e il braccialetto sporchi di sangue della vittima. Determinate a questo proposito è stato le’sito degli esami svolti dal Ris, che hanno accertato che il sangue apparteneva alla giovane brutalmente violentata tra l’11 e il 12 febbraio sul retro di una discoteca di Pizzoli.

Tentato omicidio e violenza sessuale

Al giovane militare, volontario del 33° reggimento Artiglieria Acqui, sono stati contestati i reati di tentato omicidio e violenza sessuale. Il tentato omicidio gli è stato contestato perché il giovane ha lasciato la ragazza a terra, in preda a una grave emorragia, e con una temperatura di almeno 10 gradi sottozero. Se non fosse stata subito soccorsa dal proprietario del locale sarebbe morta in poco tempo per ipotermia. Gli altri due soldati sospettati dovrebbero essere estranei alla vicenda.
Tutti e tre i militari, tutti col grado di caporale, appartengono al battaglione al quale da ieri è affidata l’Operazione Strade Sicure, che dai giorni del terremoto porta i soldati per le strade, per la sicurezza di luoghi e cittadini, con status di pubblico ufficiale.

Erano rientrati regolarmente in caserma

L’altra sera i tre sotto indagine erano rientrati in caserma dopo la licenza del fine settimana. E da ieri erano tornati alla normale attività. La quarta persona sospettata è invece la fidanzata di uno dei tre, un giovane aquilano.
Gli inquirenti sono riusciti a far tornare i tasselli di un mosaico che – nonostante le evidenze – sembravano non volersi combinare. Secondo il pm titolare dell’inchiesta, David Mancini, i due ragazzi sono usciti dal locale per 15 minuti, lasso di tempo durante il quale tra il militare e la studentessa di Tivoli non c’è stato un rapporto sessuale consenziente ma una violenza sessuale che sarebbe stata effettuata anche con l’utilizzo di un corpo estraneo. Il pm è convinto che il giovane militare si sarebbe disfatto del corpo estraneo che probabilmente non verrà ritrovato alla causa della abbondante presenza della neve.

La ragazza ancora in ospedale

La vittima resta dopo quasi due settimane in ospedale, anche se le sue condizioni migliorano. Le perizie della procura parlano di ferite “gravissime” riportate nell’area genitale (dove è stato necessario un intervento chirurgico con numerosi punti). Il legale della famiglia Enrico Maria Gallinaro ha detto ai giornalisti che la giovane è ancora “molto provata” e che “sarà difficile per lei in tempi brevi riuscire a rimuovere questa storia”.

Il legale della giovane: “Vogliamo la verità”

“Adesso vogliamo che si accerti la verità, perché questa è la precondizione affinchè la mia assistita abbia il giusto ed equilibrato risarcimento del danno patito”, ha continuato l’avvocato difensore.

L’aggiornamento precedente

“Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere”, queste le prime parole dette della ventunenne di Tivoli stuprata sabato scorso in provincia de L’Aquila ai genitori. La ragazza sta ancora cercando di ricostruire quanto accaduto e di riprendersi dallo shock. Tant’è che non è stata ancora sentita dagli inquirenti.
Sono quattro gli indagati per lo stupro: due militari di Avellino, uno dell’Aquila e la ragazza di quest’ultimo.
Insieme avrebbero partecipato alle violenze contro la studentessa ventenne di Tivoli, ancora ricoverata in ospedale. Anzi.

Una pratica estrema

Secondo gli inquirenti avrebbero sottoposto la vittima a una pratica sessuale estrema – che si pratica anche con donne non consenzienti – particolarmente violenta. Proprio le gravi ferite riportate dalla giovane avrebbero portato gli investigatori a pensare ad una situazione del genere che, naturalmente, viene vagliata attentamente insieme a tutta un’altra serie di ipotesi.
I carabinieri a tal fine stanno cercando uno o più oggetti che potrebbero essere serviti alla pratica sessuale, e che hanno provocato anche lesioni interne alla ragazza.

Si aggrava la posizione del militare irpino

Intanto si aggrava la posizione del militare di Avellino, quello coi vestiti insanguinati. Dai primi esami effettuati dali Ris, infatti, emerge che sono proprio della giovane studentessa il sangue e le tracce biologiche trovate su camicia, sulla mano e sul braccialetto da polso del ventunenne militare di stanza al 33esimo reggimento artiglieria Acqui.

La denuncia della madre

Quello che invece appare scontato è che non ci sarebbe stato un rapporto sessuale tradizionale, ma si attendono ulteriori sviluppi dell’inchiesta, che potrebbero arrivare nelle prossime ore.
Gli inquirenti stanno anche esaminando delle tracce di sangue trovate in un’automobile.
La ragazza di Tivoli continua a non ricordare esattamente quello che è avvenuto e appare ancora molto confusa. Manca, quindi, la sua denuncia per le violenze subite.
Ma la mamma della giovane ieri ha deciso di presentarla.

Le notizie precedenti: il primo indagato

C’è finalmente un indagato nella vicenda dello stupro della giovane ragazza di Tivoli avvenuto sabato notte fuori la discoteca Guernica, nel Comune aquilano di Pizzoli. È il militare di 21 anni di Avellino, quello trovato con la camicia e le mani sporche di sangue. È indagato per violenza sessuale e lesioni gravissime. Nella sua prima deposizione il giovane ha prima negato tutto e poi, messo alle strette, ha confessato il rapporto sessuale ma sostenendo che la ragazza fosse consenziente. Un racconto definito pieno di contraddizioni dagli inquirenti.
3 sospettati

Sono invece per il momento solo sospettati i due commilitoni e la ragazza fidanzata di uno di loro che la sera dello stupro si trovavano con l’irpino. I quattro furono bloccati da un buttafuori e dal proprietario del locale mentre si accingevano a lasciare il parcheggio della discoteca, subito dopo il ritrovamento della studentessa svenuta e semisvestita nella neve e con gravi ferite sanguinanti nelle zone intime.
Ma nel lungo interrogatorio cui sono stati sottoposti domenica i tre sospettati hanno respinto ogni addebito e sono stati quindi rilasciati.

Macchie ematiche al vaglio dei Ris

La Procura e i carabinieri intanto aspettano gli esiti dei test dei Ris di Roma per ricostruire la vicenda. Il gip ha invece convalidato il sequestro dell’auto con la quale i quattro stavano lasciando la discoteca. Sulla vettura, infatti, sono stati trovati reperti ematici.
Il giudice ha anche convalidato il sequestro di alcuni indumenti tra cui la camicia sporca di sangue che era indossata dal militare indagato.

L’aggiornamento precedente

E’ libero il militare fermato per lo stupro selvaggio a Pizzoli, nell’aquilano, consumatosi nella notte tra sabato e domenica sul retro di una discoteca. Dopo essere stato sentito più voilte dagli inquirenti, e avere dichiarato che la ragazza trovata nella neve in un lago di sangue domenica mattina aveva avuto con lui un rapporto consensuale, è stato rilasciato. L’inchiesta, allo stato, non ha indagati e la sua evoluzione è legata alle dichiarazioni che la giovane farà agli inquirenti e a un’eventuale denuncia. Senza di quella sarà difficile imputare il presunto stupratore.

Inchiesta contro ignoti

L’unico provvedimento che potrebbe arrivare, al momento, è la chiusura della discoteca “Guernica”, come richiesto dai carabinieri alla questura dell’Aquila. Al momento la procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta contro ignoti: prima di adottare provvedimenti gli inquirenti vogliono attendere i riscontri delle analisi tecniche e scientifiche, e la versione della studentessa ricoverata al reparto di ginecologia per le profonde ferite riportate soprattutto nella zona genitale.

Di nuovo in caserma, come se nulla fosse

Il militare, un giovane originario della provincia di Avellino, è tornato in caserma, è in servizio e svolge regolare attività. Con lui ci sono due colleghi, un giovane campano e un altro aquilano, che sono stati sentiti dalla procura come persone informate dei fatti (ma sarebbero estranei alla vicenda, anche se rano in discoteca sabato notte). “I ragazzi erano usciti per una serata in discoteca, ora sono tornati in servizio non avendo avuto nessun provvedimento a loro carico. Appaiono tranquilli, speriamo che la vicenda, molto grave, venga chiarita al più presto”, hanno spiegato alla stampa fonti del 33esimo reggimento, dove i tre sono in servizio.

Troppi “non so” nei primi racconti della vittima

La vittima dello stupro è invece ancora in ospedale e sotto shock, anche se le sue condizioni migliorano. Dopo avere ripreso conoscenza, con l’iuto degli psicologi avrebbe fornito agli inquirenti un primo resoconto dell’accaduto, senza però riuscire a chiarire i lati oscuri.

Un racconto costellato da “non so”

Il suo ricordo sarebbe costellato da molti “non lo so” e “non ricordo”, tanto da confondere ancora di più chi sta cercando di ricostruire cosa sia accaduto all’uscita di quel locale. La giovane avrebbe detto di essere stata invitata dal ragazzo (il giovane con cui ha avuto il rapporto sessuale), a uscire dalla discoteca, dopodiché il racconto si è fatto confuso. Dalle analisi fatte è emerso che la giovane aveva nel sangue un tasso alcolico più alto della media, questo forse può avere contribuito ad annebbiare i suoi ricordi.
Gli inquirenti hanno perciò deciso di rimandare l’interrogatorio formale fino a quando le condizioni della giovane non saranno migliorate: è chiaro che la sua denuncia è necessaria per accusare formalmente il presunto stupratore.

L’ipotesi dello stupro di gruppo

Gli inquirenti non hanno nemmeno abbandonato l’ipotesi dello stupro di gruppo: se il fatto è avvenuto nel luogo dove la ragazza giaceva domenica mattina è chiaro, per gli investigatori, che sia stata portata lì di peso da più pprsone.
La ragazza è adesso ricoverata nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila in condizioni gravi anche se non in pericolo di vita, anche se è ancora in stato di shock. Ieri mattina è stata trovata, in una pozza di sangue e seminuda sul retro della discoteca “Guernica”, dal proprietario del locale, Luigi Marronaro, che credendola morta ha subito chiamato i soccorsi e i carabinieri. La ragazza, una studentessa di Tivoli iscritta alla facoltà di Ingegneria, era invece ancora viva, benché sotto shock e semi assiderata.

Forse uno stupro di gruppo

La violenza sarebbe avvenuta dopo le 3,30, quando la festa organizzata era ancora in corso. Nel locale non vi erano più di cento persone – si trattava di una festa privata – e nel corso della serata la giovane era stata vista parlare in particolare con un giovane militare, che è stato fermato dai Carabinieri con l’accusa di violenza. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Davide Mancini.

Fermato un militare

Il giovane fermato sarebbe un militare che sarebbe stato visto dal proprietario della discoteca non lontano dalla scena dello stupro con gli indumenti sporchi di sangue. L’uomo avrebbe raccontato di essere un militare in servizio all’Aquila aggiungendo che la mattina seguente si sarebbe dovuto recare al lavoro. Nel corso dell’interrogatorio avrebbe negato le accuse, parlando di rapporto consenziente. Anche se fino ad adesso non sono stati adottati provvedimenti cautelari nei suoi confronti la sua versione dovrà essere confrontata con quanto dice la vittima e con gli esami tecnico scientifici. Nella notte il giovane è stato visto vicino al luogo dello stupro con i vestiti sporchi di sangue.

Stuprata e picchiata

Tutto, infatti, lascia pensare a una violenza vera e propria. Gli investigatori hanno definito l’aggressione “selvaggia”: la ragazza ha perso molto sangue e le ferite riportate all’addome hanno richiesto l’intervento dei chirurghi. E’ evidente, hanno lasciato capire gli inquirenti, che la studentessa sia stata picchiata selvaggiamente.

La testimonianza del titolare della discoteca

Al momento è stata raccolta anche la testimonianza del proprietardio del “Guernica”. “Avevamo appena chiuso, sono uscito e ho visto la ragazza svenuta, così ho chiamato il 118 ed è stata portata in ospedale, poi sono arrivati i Carabinieri per i rilievi”: ha detto Luigi Marronaro, titolare della discoteca Guernica di Pizzoli (L’Aquila).

Il sindaco di Pizzoli: “Colpire i responsabili”

“È un fatto sconvolgente, atroce – ha affermato il sindaco di Pizzoli, Angela D’Andrea – Mi auguro che il responsabile o i responsabili di questo crimine vengano individuati al più presto”

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Stupro+all’Alquila%3A+arrestato+il+caporale%2C+inchiodato+dal+Ris&idSezione=14634

L’Aquila. Stupro a Pizzoli. La studentessa poteva morire

Sarebbe potuta morire la studentessa di Tivoli (Roma) vittima di una “brutale” violenza sessuale verificatasi all’alba del 12 febbraio scorso all’esterno di una discoteca di Pizzoli (L’Aquila).

Lo scrive il gip del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella nell’ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Tuccia, il 21enne di Montefredane (Avellino) accusato di aver stuprato la ragazza (iscritta all’ateneo aquilano) conosciuta nella notte nel locale da ballo.

Al giovane, militare volontario in ferma breve in servizio presso il 33/mo Reggimento artiglieria terrestre Acqui dell’Aquila, vengono contestati i reati di violenza sessuale aggravata e tentativo di omicidio. In particolare quest’ultimo reato e’ stato rubricato in quanto la studentessa, dopo aver subito le “sevizie” del caporale dell’Esercito, e’ stata abbandonata dallo stesso “in prossimita’ di una porta antincendio semincosciente in una pozza di sangue, seminuda, esposta anche alla morte” per le bassissime temperature “se il titolare della discoteca non l’avesse rinvenuta per caso” intorno alle quattro del mattino.

Il pm David Mancini prima e il gip dopo, facendo proprie le risultanze investigative dei carabinieri della Compagnia e del Reparto Operativo del Comando provinciale dell’Aquila, parlano di violenza esercitata con “estrema brutalita’”, ricorrendo anche ad un corpo estraneo che non e’ stato mai rinvenuto. Nell’ordinanza, inoltre, il giudice Gargarella sottolinea, motivando l’esigenza cautelare, “il pericolo della reiterazione di ulteriori reati della stessa specie”. Le condizioni della studentessa, intanto, migliorano leggermente. Ricoverata all’ospedale dell’Aquila, sara’ a breve sottoposta ad un nuovo intervento chirurgico.

http://www.giornaledimontesilvano.com/cronaca/36-cronaca/12079-laquila-stupro-a-pizzoli-la-studentessa-poteva-morire.html

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Una risposta a Stupro de L’Aquila: penetrata con un oggetto di ferro!

  1. zoe scrive:

    Rabbia, brividi, mal di stomaco, schifo per l’esistenza di individui così

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