#25 – Italiano, accusato di aver accoltellato e ucciso la madre

Pordenone, 42enne con problemi psichici accoltella e uccide la madre in casa

Pordenone – (Adnkronos) – E’ successo a Maniago (PN), nell’abitazione in cui i due convivevano. Sul posto i carabinieri di Spilimbergo

Pordenone, 24 feb. (Adnkronos) – Un’anziana pensionata, vedova, è stata uccisa a coltellate a Maniago, in provincia di Pordenone, dal figlio di 42 anni che soffre di disturbi psichici. L’omicidio è avvenuto nella abitazione di via Ponte Giulio numero 36 dove madre e figlio convivevano. Sul posto i carabinieri di Spilimbergo.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Pordenone-42enne-con-problemi-psichici-accoltella-e-uccide-la-madre-in-casa_313016750843.html

Uccide la madre in casa
e si consegna ai carabinieri
Fernanda Frati, 70 anni, ex infermiera, accoltellata ieri sera a Maniago. In cella il figlio Maurizio Lenarduzzi, 40 anni, operaio, reduce da una depressione
omicidi delitti
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di Enri Lisetto

MANIAGO. L’ha uccisa nell’abitazione di famiglia, a Maniago in via Ponte Giulio, ed è rimasto lì, impassibile, ad aspettare l’arrivo della sorella, attesa per cena, e poco più tardi quello dei carabinieri, che l’hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio volontario.
Maurizio Lenarduzzi, 40 anni, operaio alle Grafiche Zanardi, ex Lema, di Maniago, ha posto fine così, ieri poco dopo le 19, alla vita della madre, Fernanda Frati, settantenne, ex infermiera professionale all’ospedale di Maniago.
Un uomo sereno e tranquillo. Così era giudicato, da chi lo conosceva, l’operaio divenuto improvvisamente un assassino. Cosa abbia armato la sua mano del coltello, il simbolo dell’imprenditoria maniaghese, cosa gli abbia fatto sferrare quei fendenti fatali, cosa lo abbia indotto a spegnersi così, come un interruttore, dopo aver acceso quegli attimi di rabbia irrefrenabile e al momento privi di una spiegazione, è ancora al vaglio dei carabinieri. Di certo, per ora, ci sono solo i fatti, crudi nella loro semplicità. Maurizio Lenarduzzi, secondo quanto accertato dagli uomini della Benemerita, ha accoltellato a morte la madre e ha atteso in casa di andare incontro al proprio destino, senza chiamare i soccorsi, senza fuggire, senza fare niente.
Ad accorgersi del delitto, poco dopo le 19, è stata la sorella della vittima, Serena Frati, educatrice ed ex assistente sociale a Montereale Valcellina, residente nella vicina frazione di Malnisio. La donna era attesa per cena da Fernanda e da suo figlio. E’ arrivata per trascorrere la serata con loro e ha visto improvvisamente sconvolti i suoi piani e la sua stessa vita.
Il cadavere della madre era ancora lì, per terra, vicino alla cucina. Il fratello Maurizio, lì accanto, era in stato confusionale, immobile. Serena ha preso in mano la situazione, ha chiamato i soccorsi, ha reagito per quanto poteva all’ineluttabilità di ciò che aveva appena visto. Ha fatto arrivare i carabinieri, ha anche urlato all’arrivo dei cronisti, tentando di celare al dominio pubblico quanto era appena accaduto in quel quartiere semideserto della zona industriale di Maniago, in quella casa ora sotto sequestro che fino a ieri sera aveva solo ospitato una donna che aveva perso il marito, Luigino Lenarduzzi, per una brutta malattia e un figlio che si era sempre spaccato la schiena per lavorare e guadagnarsi da vivere.
Cosa abbia cambiato questo scenario, cosa abbia reso quell’operaio improvvisamente un assassino è ora materia d’indagine da parte dei carabinieri, che nella notte hanno proceduto al primo interrogatorio. Lenarduzzi è stato condotto fuori dall’abitazione teatro dell’omicidio alle 22.30. Giubbino azzurro indosso, ha tentato di ripararsi dai flash. E’ apparso intontito, forse ancora incapace di credere davvero a ciò che il tempo stava scandendo. Vicino a lui il sostituto procuratore della Repubblica Pier Umberto Vallerin. A pochi passi i carabinieri della compagnia spilimberghese, agli ordini del capitano Francesco Dotto, coadiuvato dal comandante di stazione Francesco Frassino. Gli uomini che avevano trovato Lenarduzzi in casa vicino al cadavere. Quelli che avevano consolato la sorella. Quelli che avevano anche dovuto certificare la trasformazione di un normale operaio in un criminale.
Portato via l’assassino, rimosso il cadavere della vittima, ciò che resta, oltre alla disperazione di una famiglia distrutta, sono tanti punti interrogativi. Perchè Lenarduzzi ha ucciso la madre? Cosa lo ha armato? Vittima di una depressione circa un anno fa, l’uomo si era ripreso, continuando a lavorare fino a quando i dolori alla schiena glielo avevano consentito. Si dice che abbia smesso da qualche giorno di prendere i farmaci, si dice di un annunciato trasferimento, di un non perfetto stato di salute mentale. Si dicono tante cose, in attesa di riscontri certi delle indagini. In questo senso la notte, con il primo interrogatori, ha consentito agli inquirenti di saperne di più.
Il pm incaricato delle indagini non si è sbilanciato sul possibile movente: «Vedremo», ha detto, lasciando quelle tre case isolate, quel borgo antico e quasi disabitato, quella Madonnina di Lourdes che all’ingresso dell’arco storico accoglieva fino a ieri sera con tutt’altro spirito i rari visitatori. Tutto cancellato da un raptus che ha posto fine alla vita di un’apprezzata ex infermiera trasformando un anonimo operaio in un assassino. Fernanda Frati lascia, oltre ai figli, i fratelli Giuliano, titolare della Fbc di Maniago, Claudio, restauratore, e Oreste, noto imprenditore coltellinaio. Quanto al figlio Maurizio, celibe, porta in carcere con sè, nella fredda notte maniaghese, al riparo del suo giubbino azzurro, tutte le turbe di un animo scosso improvvisamente da una furia irrefrenabile. Per ora senza un motivo, se la soppressione di una vita umana potrà mai averne uno plausibile.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/02/25/news/uccide-la-madre-in-casa-e-si-consegna-ai-carabinieri-1.3220770

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