Stalking pericoloso: la vittima deve cessare ogni comunicazione con lo stalker e deve denunciare subito!

«La vittima chieda aiuto subito
e tenga il diario delle aggressioni»

I consigli di Luisa Romeo, poliziotta che fa anni si occupa di casi di stalking

ROVIGO—«L’errore più grave che commettono le donne vittime di stalking è pensare di poterne uscire da sè, ragionando civilmente con illoro persecutore. Così si scavano la fossa da sole. L’unica via di salvezza è chiedere aiuto alle forze dell’ordine e ai Centri antiviolenza, subito, senza aspettare l’escalation degli atti persecutori che puntualmente si verifica». E’ il consiglio del sovrintendente Luisa Romeo, anima della sezione sui reati contro la persona interna alla Squadra Mobile di Rovigo. «Da cinque anni mi occupodi stalking, nel febbraio scorso diventato reato, regolato dall’articolo 612 bis del Codice penale, che prevede una pena detentiva da sei mesi a quattro anni—spiega —. Prima si procedeva per fattispecie minori collegate, come le molestie telefoniche o le lesioni, ora il problema viene finalmente considerato nella sua complessità. Anche se è ancora sottovalutato, a causa di una mentalità maschile che fatica a riconoscere pari dignità ai diritti delle donne. Le quali, a loro volta,si danneggiano con la scarsa autostima e la convinzione che il partner ol’ex possa disporre di loro come vuole ».

Secondo l’Osservatorio nazionale sullo stalking, questa piaga coinvolge il 20% degli italiani e ha preceduto il 10% degli omicidi volontari avvenuti tra il 2002 e il 2008. Nell’80% dei casi le vittimesono donne e, avverte la poliziotta, «di solito il carnefice è l’ex fidanzato o l’ex marito, il che rende la vittima più indifesa, perchè esposta al senso di colpa di rifiutare una persona con cui ha diviso parte della vita».

Come riconoscere subito lo stalker dall’amante deluso? «Il persecutore cerca sempre il contatto con la vittima. Inizia con le buonemaniere, fiori e regali, ma se respinto si fa sempre più soffocante e aggressivo. Pedina la donna, le telefona a ogni ora del giorno e della notte, si fa trovare in qualunque posto lei vada, le fa terra bruciata intorno disturbando parenti e amici, che spesso si allontanano per non venire a loro volta importunati. Oppure è la stessa perseguitata a non chiederne l’aiuto, per proteggerli. Gli stalker più pericolosi arrivano ad aggredire la vittima, sessualmente e fisicamente, a danneggiarne l’auto o la bici, addirittura ad ucciderle il cane o il gatto, per terrorizzarla con il messaggio subliminale: potrei fare la stessa cosa ate. Ecco, la peggiore tortura, quella che consuma la donna, che non le fa vedere alcuna via d’uscitamache purtroppo è ancora sottovalutata, è la violenza psicologica».

Come difendersi? «Prima di tutto evitando qualsiasi forma di tolleranza e comunicazione, che il persecutore percepisce come un atto di disponibilità. E poi va tenuto un diario in cui annotare con precisione ogni azione persecutoria subìta, con data e ora: quante telefonate ricevute, le aggressioni, i danneggiamenti. Serve a tracciareun quadro probatorio preciso, che può accelerare le indagini. Il mio consiglio è infatti di rivolgersi alla polizia, senza paura, e chiedere al questore l’ammonimento dello stalker. Il quale viene convocato e avvertito di ciò che rischia, a parole e con un provvedimento scritto notificato anche alla vittima. Nel 95% dei casi è efficace, ma se l’uomocontinua nei suoi comportamenti la donna ce lo comunica e a quel punto non deve nemmeno fare denuncia, perchè diventa reato perseguibile d’ufficio. Iniziamo un’indagine o deferiamo il soggetto all’autorità giudiziaria. Purtroppo il 99% delle donne ignora questa possibilità e comunque la vittima aspetta che la situazione degeneri, perchè tende a giustificare il carnefice, dicendo: poi gli passa. Quando capisce che non è così, è già in depressione».

Come aiutarla? «La legge ci impone di consigliare a chi chiede l’ammonimento al questore il Centro antiviolenza più vicino. Garantisce assistenza psicologica e legale gratuita: chiedere un consiglio è il primo passo verso la salvezza». 

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/8-luglio-2010/vittima-chieda-aiuto-subito-tenga-diario-aggressioni-1703349974217.shtml 

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