Se a commettere stalking è un uomo affetto da disabilità

Savona:plagio e stalking, molti anticipi e particolari
Questa storia è realmente accaduta in provincia di Savona

Non sempre, chi commette plagio e in seguito stalking, è una persona in perfetta salute fisica e mentale, ma può benissimo accadere che a fare un’azione di terribile plagio su di una giovane donna sia un paraplegico o tetraplegico, che con un egoismo terribile costringe una donna a essere praticamente sua schiava plagiandola.

Forse sarà un tabù difficile da spezzare, ma dobbiamo renderci conto che questi fatti sono più frequenti di quanto pensiamo e dobbiamo aprire gli occhi alle giovani donne la cui compassione umana e cristiana potrebbe essere csambiata per debolezza o per propensione alla schiavitù.

Questa storia è realmente accaduta in provincia di Savona.

Una ragazza, di circa 18 anni, perfettamente normale ed intelligente, mossa dalla compassione umana e cristiana si avvicina ad un grave disabile in quale in modo molto sottile e scaltro la convince ad abitare presso di lui. La poveretta lo cura, lo accudisce, lo segue in tutte le sue situazioni saniatarie, prende addirittura il diploma infermieristico, dorme presso di lui e lo veglia, abbandona la sua famiglia per accudire questo disabile.

Dopo circa 13 anni di “servizio totale ed incondizionato “, dopo aver donato la sua giovinezza a questo soggetto disabile peraltro economicamente abbiente , la ragazza inizia a guardarsi attorno e decide di sciegliere la libertà, si innamora di un giovane ed inizia a frequentarlo.

Il paraplegico sentendosi sfuggire la preda dalle sue grinfie, inizia tutta una fase di un pesante stalking nei confronti della ragazza, piange e la offende,alterna comportamenti violenti a altri tesi ad ottenere pietà, le instilla dei terribili sensi di colpa, la accusa di volerlo abbandonare, di volerlo fare morire, la tempesta di messaggi, di telefonate a tutte le ore del giorno e della notte.

Nel frattempo la ragazza per sfuggire ai tremendi sensi di colpa creati molto astutamente dal disabile, entra in analisi per rimediare ai guasti e alla sofferenza accumulata in 13 anni di plagio continuativo e progressivo. Il disabile diventa sempre più aggressivo quando si rende conto che la poveretta sta diradando le visite al suo domicilio.

Giunge al punto di sputarle in faccia nel corso di una delle sua visite compassionevoli e pietose. Il paraplegico ha degli amici – complici, che per assecondarlo, arrivano al punto di eseguire le sue scellerate azioni : egli sempre più preda dell’odio e dell’abbandono a sua opinione ingiusto che non riesce a metabolizzare, fa recapitare alla povera ragazza degli scatoloni con dentro oggetti e vecchi regalini che possano rammentare alla poveretta gli anni trascorsi a curarlo.

E’ una azione terribile, uno stillicidio che in continuazione provoca dolore e sensi di colpa nella psiche della ragazza, colpevole solo di essersi innamorata di un altro e di voler gestire da sola in prima persona, finalmente, la propria vit in modo autonomo. Lei vuole solo farsi una famiglia, ma il soggetto che la perseguita senza sosta che deve, vuole e desidera vivere di assistenzialismo totale ed incondizionato non ci sente assolutamente.

Nonostante le minacce, le telefonate, gli amici – complici, la ragazza decide di sposarsi. Per il disabile è una mazzata terribile, folle di rabbia, la chiama e minaccia di presentarsi al rito del matrimonio, in Chiesa per creare turbativa, la poveretta è costernata, le vengono guastati i migliori momenti della sua vita…comunque il soggetto non si presenta al matrimonio, tuttavia nel corso del viaggio di nozze, continua a fare stalking telefonico verso la coppia che dovrebbe avere diritto ad un po di pace….

Questa storia è purtroppo e tristemente vera..i personaggi realmente esistenti, e a tuttoggi il disabile non demorde, aiutato e supportato dai suoi parenti che non comprendono al gravità del reato, continua a molestare la poveretta.

http://www.savonanews.it/2010/11/19/leggi-notizia/argomenti/le-email-alla-redazione/articolo/savonaplagio-e-stalking-molti-anticipi-e-particolari.html

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1 Response to Se a commettere stalking è un uomo affetto da disabilità

  1. Talksina says:

    Ciao, io sono una persona affetta da disabilità. UNA PERSONA, che non ci vede dalla nascita, ma pur sempre UNA PERSONA.
    Lascio questa risposta per far capire ai lettori quali sono di questa storia le cose che mi fanno al 100% arrabbiare.
    1. il modus operandi del giornalista di savona news:
    si descrive la ragazza come “perfettamente normale ed intelligente”, contrapposta alla persona paraplegica definendola “un grave disabile”
    Per la serie, buttiamolo per terra ancora di più di quello che, eventualmente, sta già…
    Ma che cosa vuol dire normale, che cosa vuol dire intelligente, e che cosa vuol dire “grave disabile”? Nell’articolo è sempre stato detto “la ragazza” e “il disabile”. Un po’ come se la persona che cammina con le sue gambe fosse una persona, quello che invece per qualche motivo anziché 2 gambe ha 4 ruote, persona non sia.
    Se notate, in tutti gli altri articoli giornalistici in cui si parla di stalking, si dice sempre “il suo ex convivente” “il suo ex marito” “il suo ex fidanzato”… di fatto questo qui, gambe o ruote che abbia, è un ex convivente; perché non lo hanno definito così ma l’hanno sempre chiamato “il disabile”? Non potevano semplicemente dire, “una ragazza di 18 anni si avvicina ad un uomo affetto da una grave disabilità motoria”? Non sarebbe stato molto meglio per tutti?
    No scusate ma questa cosa della perfezione e normalità mi puzza di nazismo. Come se esistesse poi la normalità, questo concetto di “normalità” è stato inventato da qualcuno che ha voluto inculcare a tutti che esiste uno standard secondo cui chi ci vede bene, cammina con le sue gambe, possibilmente ha la macchina un po’ di soldi e la pelle bianca è normale, gli altri sono tutti sottocategorie. Questo è quanto.
    2. “compassione umana e cristiana”, ma dove sta scritto che una persona con disabilità deve aver sempre e comunque bisogno di compassione???
    Indubbiamente abbiamo bisogno di una mano a fare determinate cose, chi ha gravi disabilità motorie ha sicuramente più bisogno di me nel senso che una lesione alla colonna vertebrale dalla zona del bacino in su, se ti va bene hai bisogno di aiuto anche per andare al gabinetto.
    Però non per questo vogliamo essere cristianamente e umanamente compatiti; almeno parlo per me e chi la pensa come me: la solidarietà di cui abbiamo bisogno è ben altra… che vengano eliminate le barriere architettoniche da strade e edifici pubblici, che le persone cosiddette “normali” la smettano di guardare storto uno che gira con una carrozzina elettrica o se non ci vede con un bastone o cane guida, per esempio alle elezioni votare politicamente chi fa e mette in pratica proposte concrete di eliminazione delle barriere architettoniche e culturali, proporsi per servizi di volontariato anche indiretti come per esempio il progetto http://www.solona.net oppure il libro parlato, o ne potrei citare a migliaia, ma senza avere l’approccio “povero disabile ti sto vicino perché me lo dice gesù”…devo farlo perché me lo sento io, non perché faccio una buona azione.
    3. questo tizio qua ha tutto tranne che “povero disabile”. Sa ottenere i propri interessi e come! E’ “furbo”, nel senso che ha circuìto una persona per i propri comodi e, come volevasi dimostrare, sono stati i parenti suoi a indurlo a fare così! Quella persona ha avuto una doppia sfortuna: quella di aver 4 ruote motrici anziché le gambe, ma quello è un dato di fatto e basta. E quella di aver avuto una famiglia che anziché educarlo a puntare sulla propria indipendenza, gli ha insegnato a puntare solo sull’altrui “compassione cristiana” e assistenzialismo, fino all’esasperazione.
    Quella persona lì, e ribadisco PERSONA, merita di morire da sola; non merita di vivere in questo mondo, perché è colpa di persone come lui se noi altre persone affette da disabilità di qualsiasi tipo, troviamo difficoltà a farci accettare: il fatto di voler aver tutto dovuto, e scommetto che a lui manco lo denunceranno per stalking perché “poveretto”, e insistere nel voler solo esser compatiti e assistiti, è la causa del disinteresse di tutti verso un miglioramento della vita indipendente. Altrimenti mi si spieghi perché in Svezia vendono addirittura i ganci per far sì che una persona con problemi di mobilità gravi si pulisca il sedere da sola e qua in italia invece se ti va bene ti prendi una badante.
    E ci sarà, scommetto, ancora chi è convinto che ‘sto tizio per il suo stalking vada in qualche modo giustificato…
    Sono piena di rabbia direte e mi devo dare una calmata…no, sono trent’anni che lotto contro tutti i luoghi comuni, e soprattutto contro i miei “colleghi” che infangano con i loro comportamenti tutte le persone con disabilità, e la vita è ancora lunga.
    E sono arrabbiata anche perché io stessa, assieme ad una mia cara amica che vede, siamo state oggetto di un inizio di stalking da parte di un ragazzo anche lui non vedente come me il quale ci rompeva le scatole al telefono e via chat tipo 7 ore di fila su messenger, roba da diventar matti, e l’amica mia addirittura diceva a me “poveretto devi capirlo” fino a che lui non ha iniziato a subissar lei e c’è mancato poco che finisse come quella di questo articolo; certo sto un po’ esagerando nel senso che mai avevano parlato di vivere insieme, ma le chiedeva di uscire ogni santo giorno però non le ha + rotto dopo che s’è sposata.
    In certi casi, è anche la troppa “compassione” a non far aprire gli occhi e le orecchie alle persone:
    specie quando uno non lo conosci, e vedi che ha una disabilità, se ti accorgi che nessuno gli si avvicina la prima cosa che pensi è “poveraccio nessuno gli va attorno perché è disabile” mentre se ci vede, ci sente e c’ha tutti i movimenti al 100% e nessuno gli va vicino, la prima cosa che pensi è “che razza di rompi…che sarà questo”
    C’è la tendenza a pensare forse che la persona con disabilità sia sempre abbandonata a se stessa e sempre innocente, che una persona disabile non possa mai macchiarsi di qualsivoglia colpa. E allora, una persona di quel tipo, lasciata da sola eventualmente perché antipatica, appena uno/a gli si avvicina si sente in diritto di pensare qualsiasi cosa e poi si mostra per quello che è.
    La verità è che una disabilità fisica (o anche mentale) non ti dà automaticamente l’esenzione ad essere una persona antipatica o cattiva a prescindere; purtroppo ci sono pedofili disabili, spacciatori disabili, rapinatori disabili, stalker e stupratori disabili…esattamente come gli stessi atteggiamenti si possono incontrare nelle persone con tutti 5 i sensi e tutti 4 gli arti.
    Ciao.

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