Italiano, indagato per omicidio volontario nei confronti della moglie

Parolisi indagato per omicidio volontario
“Sono sereno, non ho nulla da temere”
Svolta nelle indagini sull’assassinio della 29enne di Somma Vesuviana. Notificato a Salvatore Parolisi l’avviso di garanzia. Il caporalmaggiore dell’esercito resta a piede libero. Sarà interrogato venerdi prossimo. Il padre della vittima: “Non me l’aspettavo”
Salvatore Parolisi
ROMA – La prima, vera svolta nelle indagini sul delitto di Melania Rea è arrivata. Salvatore Parolisi, il marito della ventinovenne di Somma Vesuviana 1, scomparsa il 18 aprile a Colle San Marco, vicino Ascoli Piceno, e ritrovata morta 2 due giorni dopo nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto, nel Teramano, è indagato per omicidio volontario. Lo si apprende da fonti investigative.

L’avviso di garanzia è stato notificato stamani a Parolisi in Campania, dove il caporalmaggiore dell’esercito si trova in licenza. L’uomo al momento resta a piede libero, verrà interrogato venerdì prossimo ad Ascoli Piceno. La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati è stata confermata dal procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno Michele Renzo.

“Sono sereno, non ho nulla da temere” ribadisce oggi Parolisi, tramite il legale Walter Biscotti. “Ha appreso la notizia con serenità, è un atto da considerare a tutela dell’indagato”, ha sottolineato l’avvocato, aggiungendo: “Siamo sereni, così come lo è lui. Ha appreso la cosa con tranquillità, non è cambiato nulla per lui, ormai era sotto i riflettori del linciaggio mediatico da più di un mese”.

L’avvocato Biscotti sottolinea come nell’avviso di garanzia non risulti la richiesta di misure cautelariha e annuncia che nei prossimi giorni incontrerà Parolisi assieme all’altro difensore, Nicodemo Gentile. “Attualmente – ha spiegato – non abbiamo in mano alcun atto ufficiale e quindi non sappiamo perché Parolisi sia stato indagato. Abbiamo solo appreso che nei prossimi giorni dovrà presentarsi in caserma per ritirare un atto”.

Gennaro Rea, il papà di Melania, raggiunto telefonicamente dall’Ansa, si dice sorpreso. “Non me l’aspettavo – commenta -, l’ho appena saputo dalla stampa, aspetto di sentire gli inquirenti, aspetto di capire”. In questi mesi, Salvatore Parolisi ha sempre frequentato la casa dei Rea, soprattutto perché sua figlia, la piccola Vittoria, è accudita essenzialmente dai nonni. A chi chiede a Gennaro se oggi ancora crede all’innocenza di Salvatore, risponde: “A questo punto non so più niente”.

Chi crede invece crede fermamente all’innocenza di Parolisi è sua madre. “Una brutta notizia ma io credo
nell’innocenza di mio figlio” dice Vittoria Parolisi apprendendo dall’Ansa la notizia dell’iscrizione di Salvatore nel registro degli indagati. La signora descrive il caporalmaggiore “tranquillo” in questi giorni. “E’ uscito qualche ora fa, da solo – dice – la bimba è a casa dei nonni Rea. Non so dove sia andato. So che qui nessuno ci ha detto dell’iscrizione nel registro degli indagati. Non sapevamo nulla”.

Dopo il ritrovamento del cadavere di Melania, vittima di un aggressione brutale 3, le prime indagini avevano portato a galla soprattutto l’attitudine al tradimento del sottufficiale, di cui sono stati accertati legami sentimentali extraconiugali 4 con soldatesse 5passate per la caserma di Ascoli dove il trentenne Parolisi presta servizio dal 2001 come caporale istruttore del 235mo Reggimento Piceno.

L’uomo ha ammesso l’adulterio ma si è sempre difeso: “I miei sbagli non c’entrano con la morte di mia moglie 6”, ha più volte dichiarato, avvertendo il sospetto su di sé anche se, fino ad oggi, non era mai stato ufficialmente indagato pur avendo subìto tre lunghi interrogatori. “Ho tradito Melania, ma non l’ho ammazzata” aveva ribadito Parolisi agli inquirenti e alle tv, dopo la scoperta di una sua relazione con una ex allieva del Rav, Ludovica, e di altri flirt minori.

Parolisi ha sempre sostenuto che nel pomeriggio del 18 aprile lui, la moglie e la figlioletta di 18 mesi, Vittoria, erano andati a Colle San Marco per una passeggiata, in attesa di partire il giorno dopo per le vacanze di Pasqua in Campania, regione d’origine di entrambi i coniugi. Poi, secondo il racconto del caporalmaggiore, la donna si era allontanata per andare in bagno e da quel momento era svanita nel nulla. Fino al ritrovamento del 20 aprile, nel bosco delle Casermette, a pochi chilometri di distanza, il corpo martoriato da una trentina di coltellate (alcune delle quali, come un taglio a forma di svastica, inferte dopo il decesso), i pantaloni abbassati, ma nessun segno di violenza sessuale.

“Me l’hanno presa, l’hanno presa”, erano state le prime parole di Parolisi durante le ricerche della moglie, come a lasciar intendere che qualcuno l’avesse rapita. Ma il racconto del caporalmaggiore non ha mai convinto gli investigatori. Nessun testimone ha visto con certezza la famigliola sul pianoro di San Marco, e le contraddizioni e le bugie del militare (ultimo episodio, l’essersi disfatto del cellulare segreto con cui telefonava a Ludovica) hanno contribuito ad aggravare la sua posizione. Decisivi, verosimilmente, anche i rilievi sul centinaio di reperti sequestrati dai carabinieri del Ris sul luogo del delitto, i controlli dei tabulati telefonici condotti dal Ros, e l’accertamento autoptico sul cadavere di Melania.

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/06/21/news/melania_indagato_il_marito-17999185/?ref=HREA-1

Questa voce è stata pubblicata in Femminicidio, Violenza maschile. Contrassegna il permalink.