Italiano, accusato di molestia nei confronti di una cameriera di un hotel

Cesenatico – Turista molesta cameriera in hotel

Denunciato per violenza sessuale un 63enne milanese, che avrebbe palpeggiato la ragazza apostrofandola con frasi volgari. L’episodio il 20 luglio scorso a Villamarina

CESENATICO – Vacanza finita con una denuncia per un turista milanese di 63 anni, denunciato per violenza sessuale da una cameriera stagionale 32enne, in Romagna per lavoro ma originaria della Sardegna. L’episodio risale al 20 luglio scorso, quando il turista alloggiava in un albergo di Villamarina, dove aveva deciso di trascorrere alcuni giorni di vacanza in Riviera. Secondo l’accusa formulata nella querela, quella sera, mentre la ragazza stava china davanti al tavolino esterno per servire alcuni drink ordinati dai clienti, il pensionato l’avrebbe afferrata con energia da dietro, prendendola ai fianchi e palpandole i glutei, simulando un amplesso con movimenti del bacino, pronunciando frasi di apprezzamento con frasario piuttosto pesante, nonostante lì vicino ci fosse anche la moglie.

La ragazza è riuscita a sfuggre alla presa dell’uomo poi si è allontanata. Ancora sotto shock, è scoppiata in lacrime, tanto da non riuscire a terminare l’orario di lavoro. In sua difesa è intervenuto il maitre dell’albergo, suo compagno: ne è nata una discussione e il pensionato avrebbe alzato i toni, anche con minacce e insulti, fino a quando è stata chiamata la polizia. Nell’immediato gli agenti hanno solo identificato le parti ed i testimoni, e raccolto le prime informazioni, in attesa che venisse presentata denuncia dalla donna. Successivamente, sia la cameriera, che il compagno hanno lasciato il lavoro e la ragazza ha anche trascorso alcuni giorni in malattia, in conseguenza dello shock subito.

Va detto che secondo la Corte di Cassazione, si configura la violenza sessuale – per la quale la ragazza ha presentato denuncia questa settimana – non solo quando vi è “congiunzione carnale”, ma rientrano nella casistica anche “gli atti indirizzati alle zone erogene, che siano idonei a compromettere la libera determinazione della sessualità del soggetto passivo e ad entrare nella sua sfera sessuale con modalità connotate da costrizione, come toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime suscettibili di eccitare la sessualità anche in modo non completo e/o di breve durata, essendo del tutto irrilevante, ai fini della consumazione, che il soggetto abbia o meno conseguito la soddisfazione erotica”. La pena va dai 5 ai 10 anni, anche se per fatti più brevi essa può essere diminuita fino ai due terzi.

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