Italiano, accusato di aver ucciso una donna a sprangate

DONNA MASSACRATA A SPRANGATE CACCIA ALL’AMICO CONOSCIUTO SUL WEB

Morte cerebrale per la donna colpita a sprangate forse da un uomo conosciuto sul web. È durata meno di 48 ore l’agonia di Chiara Brandonisio. La 34enne barese era arrivata in ospedale giovedì mattina in condizioni già gravi, per lei non c’è stato niente da fare. I medici del reparto di Rianimazione del Di Venere a Carbonara hanno provato a salvarla, ma già ieri mattina la donna non dava segni di vita, l’elettroencefalogramma era piatto. Alle 18 i due fratelli della donna sono stati convocati in corsia, nei corridoi del primo piano dell’ospedale dove amici, parenti, colleghi si accalcano e pregano che Chiara possa essere più forte del suo assassino. Ma alle 18.30 i fratelli escono dal reparto, Chiara non ce l’ha fatta.

È stata uccisa con una spranga di ferro che le ha fracassato il cranio, un’aggressione feroce che si è consumata all’alba di giovedì in via Domenico Di Venere a Ceglie del Campo. Erano le 6.10 di mattina e Chiara stava andando in bicicletta al lavoro, era quasi arrivata, si trovava infatti a soli 100 metri dalla Ilman, l’azienda di lavorazione e commercializzazione di mandorle presso cui prestava servizio come operaia specializzata da oltre 12 anni. Il suo assassino l’ha bloccata di fronte alla scuola Di Venere: l’ha prima seguita e affiancata a bordo della sua auto, una Fiat Panda blu, e poi l’ha investita e l’ha colpita ripetutamente in testa con una mazza di ferro lunga quasi un metro.

Dopo averle sfondato la scatola cranica, ha lasciato l’arma per strada ed è fuggito. Un passante l’ha vista riversa in un lago di sangue sul marciapiede e ha subito chiamato il 118, a soccorrerla anche una collega di lavoro che stava raggiungendo la fabbrica. La ragazza è stata portata al vicino ospedale Di Venere, sul posto sono arrivate anche le pattuglie delle volanti e della squadra mobile. Gli investigatori hanno escluso che possa essersi trattato di un incidente o di una rapina, chi ha ucciso Chiara l’ha fatto volontariamente. L’omicida conosceva evidentemente molto bene le abitudini della donna, sapeva che usciva presto dalla sua abitazione a Carbonara, in via Quaranta, per raggiungere puntuale il posto di lavoro. Doveva essere lì per le 6.30, il primo turno infatti cominciava alle 7.

Le indagini condotte dalla squadra mobile con la collaborazione della polizia postale e coordinate dal pm Ciro Angelillis sono orientate sulla pista passionale. Per questo sono stati sequestrati computer, telefono cellulare e tutto il materiale che permetta di ricostruire gli ultimi momenti di vita della ragazza. La giovane aveva da pochi giorni troncato una relazione, ma del suo compagno si sa poco, non è escluso che il fidanzato potesse essere solo un gioco virtuale. Chiara utilizzava spesso infatti chat e social network su Internet, attraverso messenger aveva intrapreso una amicizia virtuale pericolosa. Avrebbe conosciuto proprio in chat il suo assassino. I due probabilmente non si erano però mai incontrati. Ne sono quasi certi gli inquirenti che hanno già individuato un uomo del Nord Italia come principale indiziato e sono ora alla sua ricerca, l’uomo è al momento latitante.

Nelle campagne vicine hanno trovato abbandonata quella Fiat Panda che avrebbe avvicinato Chiara, l’auto è stata sequestrata ma del proprietario nessuno traccia. La polizia sta setacciando tutta la zona anche attraverso gli elicotteri, il killer non può essere andato lontano e non può continuare a nascondersi a lungo a meno che non si sia suicidato. "Siamo ottimisti – spiega il dirigente della mobile Fausto Lamparelli – il sicario ha le ore contate". Le telecamere presenti in strada, di cui due davanti al cancello della Ilman, potrebbero rivelare quanto è realmente accaduto quel giovedì mattina.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/07/10/news/donna_massacrata_a_sprangate_caccia_all_assassino_conosciuto_sul_web-5490711/

Bari, giovane donnauccisa a sprangateCaccia all’omicida

BARI – E’ stata dichiarata morta stamattina dai medici dell’ospedale Di Venere di Bari Chiara Brandonisio, la donna di 34 anni colpita a sprangate nelle prime ore di giovedì mattina probabilmente da un uomo – secondo prime ipotesi investigative – conosciuto sul web. La sua agonia è durata meno di 48 ore perché già ieri mattina i medici avevano registrato un encefalogramma piatto, e avevano comunque, come prevede la legge tenuto la donna "in vita" con le macchine per altre 12 ore. La polizia, nell’ambito della indagini, starebbe ricercando un uomo. La donna era arrivata in ospedale in condizioni molto gravi, colpita al capo con una spranga di ferro in via Domenico Di Venere a Ceglie del Campo mentre in bicicletta stava andando al al lavoro, alla "Ilman", l’azienda di lavorazione e commercializzazione di mandorle, dove era impiegata come operaia specializzata da oltre 12 anni. La donna è stata aggredita mentre era a un centinaio di metri dall’azienda. Secondo una ricostruzione dell’accaduto fatta dalla polizia, l’assassino l’ha bloccata di fronte alla scuola "Di Venere": l’ha prima seguita e affiancata a bordo della sua auto, una Fiat Panda blu, poi l’ha colpita ripetutamente in testa con una mazza in ferro lunga quasi un metro che ha abbandonato per strada prima di fuggire. Un passante ha visto la donna a terra e ha dato l’allarme. Secondo gli investigatori l’omicida conosceva evidentemente molto bene le abitudini della donna: sapeva che usciva presto dalla sua abitazione a Carbonara, in via Quaranta, per raggiungere puntuale il posto di lavoro. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile e coordinate dal pm Ciro Angelillis.

ORE 15:47 – I SOSPETTI DELLA POLIZIA SU UN UOMO CALABRESE FORSE FUGGITO NEL PIACENTINOPotrebbe essere nascosto nel Piacentino l’uomo di origini calabresi, ma da una decina di anni residente in val d’Arda, sospettato di avere aggredito lo scorso giovedì Chiara Brandonisio, 34 anni, di Carbonara alla periferia di Bari, morta oggi per le ferite riportate. Secondo prime informazioni, i due si erano conosciuti su Facebook. La ragazza è stata colpita a sprangate ed è spirata 48 ore dopo l’aggressione. La polizia sta esaminando anche la possibilità che l’uomo possa essere tornato nel piacentino.

ORE 20:30 – FORSE CHIARA NON AVEVA MAI VISTO IL SUO ASSASSINONon si sarebbero mai incontrati di persona prima del giorno dell’omicidio. Questa l’ipotesi accreditata dagli investigatori che stanno dando la caccia all’uomo, un sessantenne di origini calabresi residente nel piacentino, ritenuto l’omicida di Chiara. Secondo gli accertamenti della Squadra mobile della questura e della polizia postale, la donna e l’assassino – il quale non si esclude che in queste ore possa essere tornato in Emilia, dove viene ricercato – si sarebbero conosciuti nelle scorse settimane su Facebook e avrebbero poi approfondito i contratti su Messenger.

ORE 20:35 – ALCUNE TRACCE NEL TELEFONINO E PC DI CHIARASul telefonino di Chiara gli agenti avrebbero trovato alcuni sms scambiati con l’uomo, il quale dopo averla aggredita – non lontano dall’azienda di trasformazione di mandorle nella quale da una dozzina di anni lavorava – ha abbandonato poco lontano la sua Fiat Panda di colore blu e la spranga usata per ferire a morte la donna. Anche il computer di Chiara, e la sua corrispondenza, sono al vaglio degli investigatori i quali per l’identificazione del responsabile hanno utilizzato le numerose testimonianze di coloro che hanno assistito all’aggressione.

ORE 20:40 – RICOSTRUITI I MOVIMENTI DELL’UOMO RICERCATOL’assassino, a quanto si è appreso, sarebbe arrivato a Bari nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, bivaccando nell’utilitaria (nell’abitacolo sono stati trovati alcuni generi alimentari) nei pressi dell’abitazione di Chiara. Un rifiuto della donna a incontrarlo, o a intraprendere una relazione differente da quella virtuale, potrebbe essere stata la molla che ha scatenato il raptus omicida.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=349321&IDCategoria=1

Chiara Brandonisio uccisa a sprangate: scoperta l’identità dell’assassino, che ha le ore contate

E’ morta la notte scorsa, dopo due giorni di agonia, la 34enne Chiara Brandonisio, residente a Carbonara di Bari, massacrata a sprangate giovedì mattina, mentre si stava recando al lavoro in bicicletta.L’identità dell’assassino sarebbe già nota alle forze dell’ordine: si tratterebbe di un 60enne di origini calabresi ma residente nel Piacentino.Molti dettagli sono ancora riservati, ma alcune indiscrezioni sono trapelate: Chiara, separata dal 2004, forse aveva conosciuto il suo assassino su Facebook, ma non l’aveva ancora incontrato.Qualche scambio di sms – attualmente al vaglio degli inquirenti – e poco altro. L’ipotesi più plausibile è che l’assassino, spinto dalla voglia di conoscere Chiara di persona, si sia appostato nei pressi della sua abitazione.

http://www.crimeblog.it/post/5055/chiara-brandonisio-uccisa-a-sprangate-scoperta-lidentita-dellassassino-che-ha-le-ore-contate 

Donna barese uccisa a sprangatearrestato a Piacenza il presunto killer

Daniele Iania, arrestato per l’omicio di Chiara BrandonisioÈ stato fermato questa notte alle 22.50 dagli uomini della squadra mobile di Piacenza Domenico Iania, 51 anni di origini calabresi, indiziato numero uno per l’omicidio di Chiara Brandonisio, la 34enne barese massacrata a sprangate giovedì scorso a Ceglie del Campo. Il presunto killer era ricercato da quattro giorni dalla polizia di Bari e Piacenza, dopo il delitto infatti aveva abbandonato nelle campagne di Carbonara la sua automobile, una Fiat Panda blu, e si era reso irreperibile. Molto probabilmente si era allontanato subito da Bari per fare ritorno in provincia nel piacentino.

Le ricerche da ieri si sono infatti concentrate soprattutto nell’alta Val d’Arda nei pressi di Morfasso, paese in cui risiede l’uomo. Iania, secondo alcune testimonianze, era stato avvistato sabato sera a Lugagnano, a circa dieci chilometri da Morfasso, durante una gara di rally mentre era tra il pubblico. Nella notte era anche stato ospitato in casa da una persona del posto, ignara della reale identità dell’uomo. Domenica mattina invece era fuggito sulle montagne dell’Emilia per nascondersi. Ma la polizia lo ha bloccato proprio a Morfasso, sembra che Iania stesse andando in Questura per costituirsi. Iania, nato a Catanzaro, si era trasferito da circa dieci anni in Emilia Romagna, nel 1999 però era stato arrestato per furto d’auto dai carabinieri di Torino, città dove risiede la madre, ha inoltre piccoli precedenti per reati contro il patrimonio.

L’uomo, arrivato in auto da Piacenza a Bari mercoledì, avrebbe agito in preda ad un raptus di follia scatenato forse da un rifiuto della vittima ad incontrarlo. Si sarebbe appostato dietro l’abitazione di Chiara e l’avrebbe attesa e pedinata. I due si erano conosciuti solo sul web attraverso le chat di messenger, facebook e altri siti, non si erano però mai incontrati di persona, eppure si scambiavano sms e telefonate “d’amore”. Una relazione virtuale pericolosa durata diversi mesi e che Chiara qualche settimana fa avrebbe deciso di troncare. Su questo indagano gli inquirenti che hanno posto sotto sequestro il computer ed il cellulare della donna e il computer dell’uomo rinvenuto nella casa del presunto killer, una vecchia scuola abbandonata della frazione di Pedina di Morfasso.

Il 51enne era disoccupato, aveva lavorato per brevi periodi con una impresa edile e con un laboratorio artigiano dell’alta Val d’Arda, si rendeva utile come muratore a domicilio, ma non aveva soldi, si faceva infatti pagare le bollette del gas, le spese telefoniche e l’affitto del casolare dove abitava dalla sorella della convivente e chiedeva spesso da mangiare e da bere ai suoi compaesani di Morfasso. Era stata proprio una famiglia della zona a rivelare della sua passione per la 34enne barese. «Diceva che si era invaghito di questa donna, che gli voleva bene e che era la donna della sua vita e voleva andare giù a sposarla. Gli abbiamo dato dei soldi, siamo stati dalla sua parte e non l’abbiamo mai giudicato, ma ora è diverso e non possiamo non giudicarlo per quello che ha fatto». L’uomo dovrà ora rispondere dell’accusa di omicidio volontario

http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/07/13/news/omicidio_di_chiara_iaia_catturato_a_piacenza-5547425/?ref=HREC1-11 

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