#14 – Italiano, accusato di aver ucciso la compagna con l’aiuto di figlio e amici

Ragazza romena morta sulla spiaggia
donna su spiagga nel Maceratese
La giovane lavorava come ballerina in un night. Ad ucciderla potrebbe essere stati una o più persone. Gli inquirenti non escludono alcuna pista. La vittima era conosciuta nel mondo della prostituzione

ASCOLI PICENO – Aveva il volto sfigurato tanto da renderla irriconoscibile e un sacchetto che avvolgeva la testa. E’ apparso così agli inquirenti il cadavere di Christina Andrea Marin, ritrovato quest’oggi alle prime ore dell’alba, sulla spiaggia di Lido Bello a Porto Potenza Picena, in provincia di Macerata. La giovane, 24 anni, di origini rumene, era una ballerina di locali night, conosciuta anche nel mondo della prostituzione.

Fisico minuto, capelli lisci, la ragazza è stata ritrovata sulla spiaggia riversa a faccia in giù, semicoperta dalla sabbia, con indosso un maglione grigio con un cappuccio, una minigonna, scarpe da ginnastica chiare e calze a rete. A trovarla è stato un condomino dello stesso palazzo dove lei abitava.

Del passato della ragazza gli inquirenti non hanno molte notizie. Christina Andrea era arrivata in Italia, a Porto Potenza, soltanto da un mese e aveva preso alloggio in un monolocale di Lido Bello dove abitava da sola. Avrebbe compiuto 24 anni il prossimo 7 febbraio. L’appartamento al dodicesimo piano – in una palazzina che si popola solo d’estate – è stato ritrovato in ordine dopo il delitto, come se la ragazza non avesse fatto neppure in tempo ad aprire la porta.

La giovane lavorava presso il night club ‘Play’ di Scossicci, di Porto Recanati. E secondo alcune delle ipotesi degli investigatori, ad uccidere Christina Andrea potrebbe essere stato il raptus omicida di un cliente conosciuto nel night, una vendetta legata al racket che ruota attorno alle entreneuse, un delitto passionale, oppure qualcuno che volesse lanciarle un avvertimento.

La ragazza dovrebbe essere stata aggredita dentro l’ascensore, come testimoniano le numerose tracce di sangue repertate nel vano. Chi l’ha colpita, forse con una pietra o un oggetto contundente, l’ha fatto con estrema violenza e non a mani nude. L’omicida, o forse più, l’ha poi trascinata, agonizzante o già morta, fino in spiaggia, infilandole il sacchetto di cellophane in testa, senza chiuderlo. Sarà l’autopsia, disposta dal pm di Macerata Stefania Ciccioli, a stabilire la dinamica dell’aggressione e se la giovane abbia subito o meno violenza sessuale.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/27/news/donna_morta_con_testa_fracassata_il_corpo_trovato_su_spiagga_nel_maceratese-28848146/

Ballerina uccisa, fermato il compagno
“L’ha ammazzata con l’aiuto del figlio”

PORTO POTENZA PICENA (Macerata) – Quattro uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia dai carabinieri per l’omicidio della ballerina romena Andrea Christina Marin, 24 anni, trovata morta ieri 1 con il cranio fracassato sulla spiaggia di Porto Potenza Picena (Macerata). Si tratta di un italiano di 57 anni, compagno della vittima, e di altre tre persone.

Gli altri fermati sono il figlio del cinquantasettenne, che ha 26 anni, e due loro amici, un ventiseienne e un giovane di 24 anni, figli di genitori di origine polacca e romena, ma in possesso della cittadinanza italiana. I quattro sono indagati per concorso in omicidio volontario. A decidere di uccidere la ragazza sarebbe stato il suo compagno, per motivi passionali: il figlio e gli altri due complici lo avrebbero aiutato.

I sospetti dei carabinieri, coordinati dal pm di Macerata Stefania Ciccioli, si sono subito concentrati sui fermati, sottoposti a interrogatorio già ieri mattina. Ora stanno per essere portati tutti nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri a Macerata.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/28/news/fermato_compagno_ballerina_uccisa-28908366/

Ballerina uccisa, fermati quattro uomini
La ragazza era in Italia da un mese e lavorava in un night
I carabinieri bloccano anche il compagno della donna

Quattro uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia dai carabinieri per l’omicidio della ballerina romena Andrea Christina Marin, 24 anni, trovata morta venerdì con il cranio fracassato sulla spiaggia di Porto Potenza Picena (Macerata). Si tratta di un italiano di 57 anni, compagno della vittima, e di altre tre persone. Gli altri fermati sono il figlio del cinquantasettenne, che ha 26 anni, e due loro amici, un ventiseienne e un giovane di 24 anni, figli di genitori di origine polacca e romena, ma in possesso della cittadinanza italiana. I quattro sono indagati per concorso in omicidio volontario. A decidere di uccidere la ragazza sarebbe stato il suo compagno, per motivi passionali: il figlio e gli altri due complici lo avrebbero aiutato.
IN ITALIA – Andrea Christina Marin era in Italia da un mese appena e lavorava come entreneuse in un night di Porto Recanati. Viveva in un monolocale in affitto in una delle palazzine del lungomare di Porto Potenza Picena, a Lido Bello. E’ stata trovata con il cranio sfondato con un oggetto contundente, il volto sfigurato, un sacchetto di plastica infilato in testa prima di essere semisepolta lungo la spiaggia, due cordoli di sabbia attorno al cadavere, come in una tumulazione improvvisata o uno strano rituale

IL PASSATO – Del passato di Andrea Christina si sa poco: era incensurata, viveva sola, in casa era tutto in ordine e non c’era droga, e i compagni di lavoro non hanno raccontato molto di lei. Del resto, l’esistenza delle entreneuse di provincia («quasi sempre anche prostitute, nei privè degli stessi night» chiosa un investigatore) segue un copione piuttosto standard: il lavoro di notte, ballando per uomini di ogni età e portafoglio – dal piccolo imprenditore all’operaio – il rientro a casa all’alba, a volte del denaro da versare a chi ti ha procurato il posto ed è pronto a trasferirti altrove, quando i clienti si stancano e i gestori dei locali chiedono facce nuove. Quello di Andrea Christina era un volto minuto, i capelli tagliati lisci a metà lunghezza, gli occhi grandi, un fisico esile, 35-40 kg, di cui una persona di media robustezza potrebbe aver avuto ragione facilmente anche da sola.

L’AGGRESSIONE – Stando a una prima ricostruzione, la giovane sarebbe stata aggredita prima di entrare in casa, al dodicesimo piano del residence, o nell’ascensore del palazzo: macchie di sangue sono sia sul pianerottolo sia nel vano ascensore. La donna è poi stata abbandonata sulla spiaggia. Vestiva un maglione grigio con il cappuccio, una minigonna, scarpe da ginnastica chiare e calze a rete, le chiavi e i documenti in tasca, nessun segno evidente di violenza sessuale. Ad accorgersi della presenza del cadavere è stato un anziano vicino di casa, uscito di mattina presto a passeggiare con il cane.

http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_28/ballerina-uccisa-arresti_54650f64-499c-11e1-a339-d42b0f14f392.shtml

Ballerina uccisa, fermato il compagno
“L’ha ammazzata con l’aiuto del figlio”
Trattenute quattro persone. Oltre al 57enne, che avrebbe agito per motivi passionali e di denaro, coinvolte altre tre persone. Indagati per concorso in omicidio volontario. La donna trovata morta con la testa fracassata
Lo leggo dopo
Andrea Christina Marin, la ragazza uccisa a Porto Potenza Picena (ansa)
PORTO POTENZA PICENA (Macerata) – Quattro uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia dai carabinieri per l’omicidio della ballerina romena Andrea Christina Marin, 22 anni, trovata morta ieri 1 con il cranio fracassato sulla spiaggia di Porto Potenza Picena (Macerata). Si tratta di un italiano di 57 anni, compagno della vittima, e di altre tre persone.

Gli altri fermati sono il figlio del cinquantasettenne, che ha 26 anni, e due loro amici, un ventiseienne e un giovane di 24 anni, figli di genitori di origine polacca e romena, ma in possesso della cittadinanza italiana. I quattro sono indagati per concorso in omicidio volontario. A decidere di uccidere la ragazza sarebbe stato il suo compagno, per motivi passionali: il figlio e gli altri due complici lo avrebbero aiutato.

A loro carico, gli investigatori del Reparto operativo dei carabinieri di Macerata, della stazione Cc di Porto Potenza Picena e della Compagnia di Civitanova Marche riferiscono di aver raccolto “concreti elementi di prova”.
L’omicidio è maturato per contrasti passionali fra la ragazza e il suo fidanzato italiano ma anche, sembra, per questioni di denaro. Una storia “squallida, tristissima”, si è lasciato sfuggire un investigatore.

La modalità dell’aggressione è stata quella di una spedizione punitiva, condotta con estrema violenza. I quattro uomini, Santo Carelli, 57 anni, compagno della vittima, il figlio Valentino, e due loro amici, tutti residenti a Porto Potenza Picena, avrebbero atteso Andreea Christina Marin al rientro a casa dal night ‘Play’ di Porto Recanati, in cui la giovane lavorava. Si sono nascosti nell’atrio della palazzina di Lido Bello, dove la ragazza abitava, dopo aver mandato in frantumi i lampadari a neon, per non essere visti. Appena la donna è uscita dall’ascensore, le hanno infilato un sacchetto di plastica in testa, per stordirla, e poi l’hanno aggredita con uno o più bastoni, fracassandole il cranio (un bastone è stato ritrovato e posto sotto sequestro).

Sarà l’autopsia, disposta dal magistrato, a stabilire se la ragazza è morta subito, o se gli ultimi colpi le sono stati inferti sulla spiaggia antistante il condominio. Ad esecuzione completata, gli assassini hanno coperto il corpo di sabbia: così, ieri mattina, l’ha ritrovato un vicino di casa uscito a passeggiare insieme al cane.

Determinanti, per arrivare a individuare il quartetto, sono state le testimonianze raccolte dagli investigatori nel night della ballerina, e quella del custode della palazzina di Lido Bello. Interrogati nella notte dal pm Stefania Ciccioli, i quattro avrebbero in parte ammesso le loro responsabilità.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/28/news/fermato_compagno_ballerina_uccisa-28908366/

Ballerina uccisa: «Massacrata per 1500 euro »
Denaro promesso dall’ex compagno a due giovani. Il figlio faceva da palo. Soldi e tradimenti il movente del delitto

Millecinquecento euro a testa per dare una lezione a Andreea Christina Marin, la ballerina romena di 22 anni uccisa a bastonate e trovata morta sulla spiaggia di Porto Potenza Picena. È la somma che sarebbe stata promessa da Sandro Carelli, 57 anni, pensionato ed ex compagno della vittima, a due ventiseienni: Sebastian Capparucci, nato in Polonia ma adottato da un noto medico della zona, e Silvio Giarmanà, disoccupati, residenti a Porto Potenza. A Valentino Carelli, il ventiduenne figlio di Sandro, sarebbe spettato il ruolo di palo nell’ aggressione messa in atto la notte fra giovedì e venerdì nel condominio di Porto Potenza dove la giovane abitava da circa un mese.
IL FERMO – I quattro sono stati fermati dai carabinieri con l’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato da crudeltà e futili motivi. Alla base della vicenda una storia d’amore deluso, soldi e tradimenti: Sandro Carelli separato dalla moglie (come anche la romena) da alcuni anni aveva conosciuto Andreea Christina Marin che ha vissuto per 4 anni a Macerata, in qualche locale notturno.L’avrebbe frequentata e aiutata economicamente convinto che si trattasse di una «vera» relazione. Lei però, oltre ad aver rapporti con altri, si sarebbe allontanata dall’uomo per intrecciare una nuova storia d’amore con un uomo più giovane.

LA VENDETTA – Secondo il legale di Sandro Carelli, l’avvocato Francesca Pettinelli, il pensionato avrebbe chiesto ai tre di dare una lezione alla giovane ballerina di night ma le cose sarebbero poi sfuggite di mano. Tuttavia c’è il sospetto che la lezione dovesse essere ben più definitiva.I tre si sono appostati nell’ atrio del palazzo dopo avere rotto il neon dell’ illuminazione e hanno aggredito al buio la giovane donna mentre rientrava a casa dopo il lavoro al night «Play» di Scossicci. Con lei si sono rinchiusi nell’ascensore e dopo averle coperto la testa con un sacchetto l’hanno presa a bastonate, fracassandole il cranio. Forse, nonostante il buio, potrebbe avere riconosciuto qualcuno dei tre balordi e sarebbe stato questo a decretarne la morte. Ancora agonizzante, poi, l’avrebbero portata in spiaggia per finirla. Due gli oggetti contundenti usati: un bastone di legno e una mazza di ferro. Carelli sarebbe stato sul luogo del delitto ma senza avere parte attiva al massacro. O più probabilmente sarebbe arrivato a cose fatte per sincerarsi che la «missione» era stata portata a termine.

http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_29/ballerina-uccisa-macerata-ricostruzione_641d07a2-4ab1-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml

Ballerina uccisa a bastonate
dal fidanzato italiano

Andrea Christina Marin aveva un volto e un corpo minuti, pesava 35-40 chilogrammi circa, aveva 22 anni e avrebbe festeggiato il compleanno il 7 febbraio prossimo. Il suo corpo di bambina cresciuta in fretta è stato trovato semisepolto dalla sabbia sulla spiaggia di Lido Bello, a Porto Potenza Picena. L’ha trovata un anziano suo vicino di casa che venerdì mattina era uscito presto con il cane. La testa fracassata e chiusa in un sacchetto di plastica, indosso aveva una giacca di lana pesante con il cappuccio, la minigonna e le scarpe da ginnastica. Gli stessi indumenti che indossava quando è uscita, nella notte fra giovedì e venerdì, dal night “Play” di Porto Recanati, in cui lavorava come ballerina.

Un mestiere – dicono gli inquirenti – che spesso confina con la prostituzione. Ma non è stato un cliente a uccidere questa ragazzina romena arrivata da Macerata a Lido Bello da appena un mese, che i rapporti degli investigatori definiscono “giovane donna”. Gli inquirenti le hanno trovato i documenti in tasca e sono andati nel piccolo appartamento, in un condominio, dove la ragazza abitava da sola.

La casa era in ordine, i carabinieri non hanno trovato droga né altri tipi di cose che segnalano un’esistenza disordinata e border line. E’ stata uccisa con una ferocia difficile da immaginare, specialmente esercitata nei confronti di un essere così minuto. Le fiere non dilaniano così i loro simili. Per l’omicidio, grazie alle testimonianze di persone che erano al “Play” la notte del delitto, sono stati arrestati quattro uomini, o meglio un uomo, Sandro Carelli, pensionato, 57 anni, e tre ragazzi: il figlio di Carelli, Valentino, 23 anni, e due loro amici, Sebastian Capparucci, 25 anni, Silvio Giordana di 23.

La dinamica è atroce: i quattro, che stanno ammettendo negli interrogatori la loro responsabilità, hanno aspettato Andrea Christina vicino all’ascensore, nell’attesa hanno messo fuori uso le luci al neon dell’atrio. Quando la ragazza è comparsa l’hanno aggredita a colpi di bastone fracassandole la testa, deturpandole il volto fino a renderla irriconoscibile.

Non è ancora chiaro quando sia stata incappucciata con il sacchetto di plastica, se prima delle bastonate per confonderla, o dopo le bastonate per trascinarla via sanguinante, per impedire che una scia di sangue tracciasse il percorso fino alla spiaggia. Non è chiaro se Andrea Christina sia morta di botte o soffocata dal sacchetto. Non c’erano segni di violenza sessuale.

Se possibile ancora più agghiacciante della dinamica è il movente che viene abbozzato dai primi interrogatori. Sandro Carelli, il pensionato cinquantasettenne, sarebbe stati il “fidanzato”. “Ero geloso, no volevo che mi lasciasse”. Delitto passionale, ipotizzano gli investigatori. Ma di che passione stiamo parlando? Come si può chiamare gelosia quello di un vecchio che ammazza a bastonate una ragazzina? Solo un’aberrante idea proprietaria, schiavistica può far affiorare un lessico così sulle labbra di un assassino. E quale logica, sia pure aberrante, connette un delitto di passione con quelle modalità da spedizione punitiva? Viene fuori, sempre dai primi interrogatori e dalle prime testimonianze, che la ragazza forse voleva soldi per restare. Oppure cercava di ribellarsi alla riduzione in schiavitù? Magari, appunto, facendosi dare soldi che l’avrebbero resa autonoma. Sono andati in quattro a massacrarla. Delitto passionale. Non regge. Femminicidio sì.

Nella stessa notte in cui veniva ammazzata Andrea Christina, a Catania “Se non ora quando” faceva una fiaccolata in ricordo di Stefania Noce, una ragazza italiana, partecipe del movimento delle donne, uccisa dal suo ex fidanzato che non voleva “perderla”.

Nel 2011 sono state 97 le donne uccise in Italia dai loro fidanzati, uomini, mariti. Nel 2012 Andrea Christina è la 13 vittima. E siamo solo a gennaio.

http://www.unita.it/italia/ballerina-uccisa-a-bastonate-br-dal-fidanzato-italiano-1.376412?page=1

Ferocia bestiale sulla ballerina L’hanno finita in spiaggia
Omicidio di Porto Potenza: l’autopsia
Fratture in tutto il corpo e morte in spiaggia. Intanto si cerca in mare la spranga del delitto

L’ex amante ha pagato per ucciderla
Omicidio a Porto Potenza: trovata ragazza con il cranio sfondato
Ballerina uccisa, fermate quattro persone
Macerata, 29 gennaio 2012 – FRATTURE in tutto il corpo, non solo alla testa ma anche alle gambe e alle braccia. E una morte sopraggiunta sulla spiaggia, dove, come confermerebbero gli elementi scaturiti dagli interrogatori dei quattro indiziati, Andrea Christina Marin, 22 anni, sarebbe stata letteralmente “finita”, dopo un primo colpo alla testa assestatole sul pianerottolo del suo appartamento. Colpi assestati più che col bastone di legno — l’arma del delitto già recuperata dai carabinieri — da una spranga di ferro, che ieri i sommozzatori dei vigili del fuoco e i carabinieri hanno a lungo cercato sul tratto di mare antistante il Lido Bello. Oggi ricominceranno.

SAREBBERO questi gli elementi emersi dall’autopsia — svolta ieri all’ospedale di Civitanova dal medico legale Antonio Tombolini — sul corpo della giovane ballerina romena uccisa all’alba di venerdì sul lungomare portopotentino, dove la giovane viveva da circa un mese. Da circa due anni aveva una «relazione particolare» con Sandro Carelli, 57 anni, ma aveva deciso di lasciarlo. E ciò nonostante, stando alle ricostruzioni trapelate ma non confermate dagli inquirenti, continuava a chiedergli del denaro. Così l’uomo — umiliato, abbandonato, ricattato — avrebbe commissionato il delitto al figlio 24enne, Valentino, e a due suoi amici, Sebastian Capparucci e Silvio Giarmanà, 26. Tutto dietro compenso di 1.500 euro ciascuno.

L’AUTOPSIA confermerebbe il racconto dei quattro indiziati, anche per quanto riguarda l’ora del decesso, che sarebbe avvenuto quando il corpo, già tramortito dal primo, violentissimo colpo in ascensore, sarebbe stato trascinato per circa duecento metri fino alla spiaggia, dove la mattanza e le eventuali grida della giovane avrebbero avuto più probabilità di passare inosservate rispetto all’androne di un condominio — il Lido Bello — di dodici piani.

RESTA DA CHIARIRE, ma per questo ci vorrà tutt’altro genere di indagini, se l’ordine impartito dal mandante fosse «uccidere» o «dare una lezione». Insomma, un’esecuzione in piena regola o una violenta intimidazione sfuggita di mano? Gli avvocati dei quattro (Donato Attanasio per Silvio Giarmanà, Francesca Pettinelli per Sandro Carelli, Aldo Cingolani per Valentino Carelli e Sebastian Capparucci) hanno potuto avere con gli assistiti solo un confronto sommario. Ora si attendono gli interrogatori di garanzia e le convalide dei fermi, attese per domani. Per tutti — attualmente detenuti in carcere a Montacuto — le accuse sono gravissime: concorso in omicidio volontario, premeditato e per futili motivi, e occultamento di cadavere. E intanto la tranquilla Porto Potenza aspetta di risvegliarsi da quaesto incubo.

http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/2012/01/30/661048-ferocia_bestiale_sulla_ballerina.shtml

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