Anziana uccisa dal figlio

Anziana uccisa in casa, arrestato figlio
Avrebbe ammesso omicidio dopo interrogatorio durato ore

(ANSA) – CHIETI, 14 MAG – Una donna di 83 anni, Arcangelina Silvestri, e’ stata trovata morta nella sua abitazione, a Chieti Scalo, con segni di strangolamento, nella tarda serata di ieri.
Dopo un interrogatorio durato fino a tarda notte e’ stato arrestato il figlio, Domiziano Di Domizio, 52 anni. L’accusa e’ omicidio volontario aggravato. L’uomo avrebbe ammesso di avere ucciso la madre con cui viveva, insieme con la sorella. E’ stata quest’ultima a dare l’allarme.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/abruzzo/2013/05/14/Anziana-uccisa-casa-arrestato-figlio_8701553.html

La collega dell’anziana uccisa dal figlio a Chieti
“Era una brava maestra e una buona mamma”

CHIETI. È stata la donna di servizio a telefonare a Lina Porreca, l’amica dai tempi del collegio: «Oggi pomeriggio Arcangelina è morta su una poltrona», l’ha avvisata poco prima dell’ora di cena, «l’ha trovata Rita, Domiziano non si è accorto di niente perché dormiva».
Un fulmine a ciel sereno per l’ex maestra, che dopo aver perso di vista Arcangelina per qualche anno l’aveva ritrovata collega, una a Chieti Scalo e l’altra a Cugnoli. Da allora non si erano più separate. «Era una buona mamma e un’insegnante in gamba», ricorda. «L’ultima volta che l’ho vista, qualche giorno fa, mi ha detto che non stava bene, che non aveva voglia di fare niente. Facevamo sempre il rosario insieme, non aveva voglia nemmeno di pregare». «Ci confrontavamo sempre», prosegue Lina Porreca, «andavo a tenerle compagnia, a vedere se aveva bisogno di qualcosa, perché da quando è caduta non stava più tanto bene, si spostava con il girello». Arcangelina era preoccupata per i due figli che vivevano in casa con lei, soprattutto per il lavoro che non sempre c’era. «Ma i rapporti erano buoni, ottimi», precisa l’amica, «andava d’accordo con tutti e due e da un po’ era la figlia che si occupava della gestione della casa. A parte i problemi di salute era tranquilla: era curata, sempre in compagnia, se non c’era Rita a casa passavano la nipote o la donna di servizio».

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Chieti, maestra di 83 anni strangolata in casa
Il figlio confessa: “L’ho uccisa io”. Arrestato
Trovata morta dalla figlia dopo che i vigili del fuoco hanno forzato la porta. Arrestato il figlio: Domiziano Di Domizio, 51 anni, che viveva nella stessa casa. Interrogato nella notte ammette il delitto

CHIETI. Trovata strangolata nella sua abitazione. Un crimine commesso dal figlio di 51 anni con cui conviveva. Una storia di ordinaria follia che in pochi minuti ha spento l’esistenza di Arcangelina Silvestri, 83 anni, ex maestra di scuola elementare. La sua vita è terminata ieri per mano del figlio Domiziano Di Domizio, 51 anni, che ha ammesso il delitto dopo essere stato interrogato nella notte.
Una morte annunciata per alcuni amici intimi della famiglia che risiede in via Scanno al numero 2, zona centrale dello Scalo. Domiziano Di Domizio aveva avuto un grave incidente stradale con la moto, trauma che lo aveva segnato profondamente nel fisico, ma soprattutto nella testa e dal quale non si era più ripreso. Una convivenza difficile quella con la madre che cercava di scuoterlo, di farlo uscire dal tunnel della depressione. Insistenze che l’uomo, ieri, nel tardo pomeriggio, non è più riuscito a contenere.
A dare l’allarme alla questura di Chieti la figlia Rita, operaia alla Dayco. Da ore non riusciva a comunicare con la madre per telefono così ha deciso di fare un salto a casa dei genitori.Ma la porta d’ingresso si è aperta solo quando l’operaia ha allertato i vigili del fuoco che hanno dovuto forzare la serratura per entrare nell’abitazione.
L’anziana è stata trovata riversa sulla poltrona esanime. In un primo momento si è pensato a un malore, ma alcuni segni sul collo hanno spinto la figlia a chiamare la polizia. Sul posto il sostituto procuratore Marika Ponziani, il vice questore aggiunto Francesco Costantini e in seguito il medico legale Christian D’Ovidio che avrebbe confermato lo strangolamento come causa del decesso.
Subito sono scattate le ricerche del figlio trovato da una pattuglia della polizia al pronto soccorso del policlinico. Ai medici avrebbe mostrato delle lesioni sul collo senza però spiegare come se le fosse procurate. Poi Di Domizio ha ammesso le sue responsabilità al medico. «C’è stato l’ultimo rimprovero – ha raccontato – poi non so cosa mi sia successo»
In via Scanno al numero due, al terzo piano, nessuno è potuto entrare. Neppure la signora Adriana, amica intima della vittima. «Lo dicevo sempre» racconta con la voce rotta dall’emozione «Arcangelina lascialo stare tuo figlio. Non dirgli di smettere di fumare in continuazione e di smettere di bere caffè. Succedono tante cose brutte al mondo». Ma lei gli voleva bene e cercava di proteggere quel figlio sfortunato che da 12 anni si era chiuso in un mondo tutto suo. Fatto solo di silenzi. «Qualche anno fa» confida «ha tentato anche il suicidio gettandosi dal balcone. A fermarlo qualche minuto prima è stata proprio la madre». Domiziano Di Domizio è stato interrogato per tutta la notte. Se è vero che è lui il maggiore indiziato bisognerà però attendere che le indagini portino a delle certezze .Tra i vicini c’è incredulità e sgomento. «Una famiglia per bene» raccontano sbigottiti «Arcangelina è stata un madre esemplare e una insegnante, come il marito Trieste morto 9 anni fa. Nessuno si aspettava una tragedia del genere».
Solo l’amica Adriana ripete come un mantra la stessa frase «me lo sentivo che prima o poi sarebbe successo».

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