Ragazza uccisa a coltellate

Udine, 28enne uccisa mentre faceva jogging.
Il procuratore: “Non ci sono indagati”
Prevista l’autopsia entro domani. I Ris stanno svolgendo nella zona tutte le ricerche del caso, utilizzando unità cinofile e metal detector. Si cerca l’arma del delitto

UDINE – I Carabinieri del Ris di Parma e del Nucleo investigativo di Udine hanno intensificato questa mattina i rilievi nell’area lungo l’ippovia del Cormor, nella periferia udinese, un luogo molto frequentato dai runner, dove ieri è stata uccisa a coltellate Silvia Gobbato, praticante avvocato di 28 anni, mentre faceva jogging con un amico.

“Non abbiamo né un indiziato, né tanto meno un indagato”, ha detto il capo della Procura di Udine, Antonio Biancardi. Gli investigatori, ha confermato, “sono alla ricerca di altre tracce e dell’arma del delitto, un coltello che non è ancora stato trovato, e della persona che ha infierito”. “L’autopsia – ha detto ancora Biancardi – sarà eseguita oggi o al massimo domani”. Il capo della procura ha confermato che la giovane è stata uccisa con “12 fendenti, inferti con un coltello a lama larga di cui 4-5 hanno colpito parti vitali”. “Si è trattato di un delitto efferato che rispecchia i tempi che viviamo. Non mi meraviglio più di niente”, ha commentato il capo della Procura.

E’ stata smentita quindi la notizia diffusa questa mattina dell’iscrizione di Giorgio Ortis, figlio dell’avvocato nel cui studio la ragazza svolgeva il praticantato nel registro degli indagati. Secondo le prime indagini, l’omicidio è avvenuto tra le 13 e le 14. La giovane donna stava facendo jogging con Ortis, il figlio di Giovanni (titolare di uno degli studi legali più importanti di Udine e candidato sindaco nel 2008). Il giovane ha detto agli inquirenti che, con il passo più lungo, l’aveva distanziata di oltre 400 metri, aspettandola poi a un incrocio. Lì sarebbe stato raggiunto da un’altra persona che, mentre stava correndo a sua volta, ha scoperto il corpo della ragazza dopo aver visto il telefonino a terra e tracce di sangue. Anche questa persona è stata sentita a lungo dai carabinieri. La giovane sarebbe stata colpita da dodici coltellate all’addome e al dorso e il corpo sarebbe stato poi trascinato per 7-8 metri a lato della strada, nella vegetazione.

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/09/18/news/udine_28enne_uccisa_mentre_faceva_jogging_indagato_il_ragazzo_che_correva_con_lei-66779897/

Avvocatessa accoltellata mentre fa jogging
Indagato l’amico, sopralluogo nel parco
La vittima è Silvia Gobbato, 28 anni. I controlli sugli abiti del giovane escluderebbero un suo coinvolgimento

VENEZIA – Giorgio Ortis è stato iscritto nel registro degli indagati ma gli inquirenti tendono ad escludere un suo coinvolgimento nell’assassinio. Non un atto dovuto, quindi, bensì un atto tecnico che ha permesso di far sequestrare e analizzare gli abiti del ragazzo. Vestiti che però non avrebbero riportato alcun elemento sospetto. In mattinata poi c’è stato un sopralluogo dello stesso Ortis con gli inquirenti sul luogo del delitto per cercare di fare nuova luce sulla dinamica. Sono questa la principale novità sul caso della giovane avvocatessa uccisa a coltellate in un boschetto in Friuli. Un assassinio che rimane un giallo. Il corpo della ragazza colpito da numerose coltellate era stato trovato poco dopo le 13 di martedì in un boschetto del comune di Pagnacco, località friulana che porta a Buja in provincia di Udine. La vittima ha 28 anni e il suo nome è Silvia Gobbato, giovane avvocatessa dello studio Ortis. Veneziana di San Michele al Tagliamento, Gobbato era stata candidata alle Amministrative del 2011 proprio a San Michele al tagliamento.

La giovane donna stava facendo jogging con il figlio dell’avvocato Ortis che, con il passo più lungo, l’aveva distanziata di oltre 400 metri, aspettandola poi a un incrocio. Lì sarebbe stato raggiunto da un’altra persona che stava facendo jogging a sua volta e che aveva scoperto il corpo della ragazza dopo aver visto il telefonino a terra e tracce di sangue. La giovane sarebbe stata colpita da numerose coltellate in più parti e il corpo sarebbe stato poi trascinato per 7-8 metri in un lato della strada. I Carabinieri hanno interrogato l’amico che è stato iscritto nel registro degli indagati e la persona che ha trovato il corpo. Ma tra le persone informate sui fatti ascoltate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Udine ci sarebbe anche l’ex fidanzato.

La ragazza, molto conosciuta, era stata candidata alla carica di consigliere comunale nel 2011, e nonostante la giovane età era stata la seconda più votata della sua lista civica. Praticante legale, aveva passato l’esame scritto per diventare avvocato e tra poche settimane, in ottobre, avrebbe dovuto sottoporsi alla prova orale. Stimata e benvoluta da tutti, abitava coi genitori, anche se pare avesse costituito un domicilio a Udine per non dover quotidianamente fare la pendolare dal Veneto al capoluogo friulano.

«Sono sconvolto». Sono queste le prime parole pronunciate dall’avvocato udinese Gianni Ortis, noto per essere stato in passato anche candidato sindaco della città, presso il cui studio legale la giovane donna uccisa a Udine aveva completato il praticantato. «Era una ragazza bravissima – ha detto all’Ansa – dolcissima. Quello che è successo è qualcosa di assolutamente inspiegabile. Aveva superato lo scritto dell’esame di avvocato con successo, era risultata seconda tra tutti i candidati della Corte d’Appello di Trieste. Doveva fare l’orale il 7 ottobre». Nello studio legale la giovane aveva fatto amicizia con il figlio dell’avvocato, anche lui praticante, che le aveva trasmesso la passione per il jogging. Entrambi facevano parte del gruppo marciatori udinesi. Spesso, come è accaduto, andavano a correre insieme. L’ippovia del Cormor era uno dei tratti che percorrevano per tenersi in allenamento, come fanno molti appassionati di corsa della zona udinese, in una zona molto frequentata. Probabilmente quando si è verificata la tragedia i due avevano quasi terminato il percorso. Il ragazzo, come spesso capitava, era andato avanti, con il suo passo. Poi si era fermato ad aspettarla, ma non vedendola arrivare è tornato indietro a cercarla e ha incontrato un altro passante che gli ha riferito di aver trovato un cadavere. I due uomini hanno quindi dato l’allarme. Entrambi sono stati a lungo sentiti dagli inquirenti come persone informate sui fatti.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/17-settembre-2013/accoltellata-un-boschetto-friuli-trovata-morta-avvocatessa-28-anni-2223152171069.shtml

Uccisa in Friuli, fermato sospetto killer
«Vagava con coltello sporco di sangue»
Svolta nelle indagini: un 36enne con problemi mentali è stato portato in caserma dove avrebbe confessato il delitto. Eseguita l’autopsia sul corpo della donna

UDINE – Un uomo è stato fermato per l’0micidio di Silvia Gobbato, la giovane praticante dello studio legale Ortis, ammazzata in un boschetto nel comune di Pagnacco. L’uomo, 36 anni, residente a Pozzuolo del Friuli, in cura per problemi mentali, è stato portato nella caserma dei carabinieri, dove avrebbe confessato il delitto. «Vagava con coltello sporco di sangue», hanno riferito gli inquirenti. Sarebbe quindi a una svolta il femminicidio di Udine. Il corpo della ragazza colpito da numerose coltellate era stato trovato poco dopo le 13 di martedì nella località friulana che porta a Buja in provincia di Udine. La vittima ha 28 anni e il suo nome è Silvia Gobbato, giovane praticante legale dello studio Ortis. Veneziana di San Michele al Tagliamento, Gobbato era stata candidata alle Amministrative del 2011 proprio a San Michele al tagliamento. Nessuno aveva sentito le urla di Silvia Gobbato. Nessuno l’ha vista lottare, scappare o difendersi dalle dodici coltellate che l’hanno uccisa martedì alle 13.30 circa lungo la strada sterrata accanto al fiume Cormor dove gli sportivi di Udine vanno a correre in pausa pranzo. L’ha vista un testimone verso le 13 partire in tuta da ginnastica dal piccolo parcheggio della strada provinciale che porta all’ingresso del parco del Cormor, l’ha notata un passante poco dopo mentre faceva jogging lungo l’ippovia con l’amico e collega avvocato Giorgio Ortis e poi più nulla fino alle 13.45, quando un altro sportivo ha trovato per terra un telefonino abbandonato, una macchia di sangue e un corpo martoriato al lato della sterrata, tra un fitto gruppo di alberi e i campi di pannocchie. È per questo che i carabinieri del nucleo investigativo di Udine, guidati dal capitano Fabio Pasquariello – noto per aver risolto il delitto di Lignano dell’anno scorso che ha portato le indagini fino a Cuba -, si erano affidati alla ricostruzione di Ortis, lo hanno interrogato due volte e poi formalmente indagato.
Non perché ci fossero prove a suo carico, si erano affrettati a dire gli inquirenti. Sui suoi vestiti e sulle sue mani non ci sono tracce di sangue, il ragazzo non avrebbe fatto in tempo a lavarsi e a cambiarsi, la sua ricostruzione degli eventi è precisa (i militari l’hanno controllata minuziosamente disseminando l’ippovia di strisce rosa per capire l’esatta posizione del ragazzo durante la corsa) e soprattutto non ci sarebbero moventi. Ma Ortis era apparentemente l’unica persona in zona. Fermo e immobile a una distanza di appena 350 metri dal luogo dove è stata prima uccisa e poi ritrovata Silvia Gobbato. Nella foga dalla corsa il ragazzo infatti avrebbe distanziato l’amica («Vai, vai che tu corri più veloce, ci vediamo alla panchina», avrebbe detto Silvia a Giorgio) e poi una volta arrivato alla fine dell’ippovia si è fermato. Solo allora, non vedendo arrivare Silvia, ha deciso di tornare sui suoi passi ripercorrendo 350 metri fino a incontrare l’altro corridore, pallido in volto, appena investito dall’orrore del ritrovamento del corpo della praticante che ieri avrebbe dovuto sostenere l’esame per diventare finalmente avvocato.

La verità sulla morte di Silvia è racchiusa in quei pochi metri e in meno di 45 minuti, quelli in cui non l’ha più vista o sentita nessuno nonostante le voci si sentano a centinaia di metri di distanza nel silenzio del parco. Esclusi dalle indagini l’ex fidanzato Michele, ex giocatore di basket e oggi istruttore in una palestra (la stessa dove è stato visto da decine di persone al momento del delitto) e l’amico del liceo di Portogruaro con cui era ancora in rapporti (anche lui ha un alibi di ferro) resterebbe quindi solo l’ipotesi di uno sconosciuto. Per tutta la giornata, i carabinieri di Udine e i Ris di Parma hanno cercato di mappare nel dettaglio la zona del Cormor con fotografie aree dall’elicottero e con i cani molecolari per individuare eventuali vie di fuga di un possibile assassino tra il filare di alberi dove è stata ritrovata la ragazza e i campi di pannocchie. E soprattutto per trovare l’arma del delitto, un coltello di grandi dimensioni che ha colpito per quattro volte sul petto e sulle mani di Silvia e per otto volte la schiena. Anche se i Ris hanno raccolto decine di elementi, subito nascosti alle telecamere dei giornalisti dentro a un grande sacco nero della spazzatura, al momento però non sembrerebbero esserci tracce di rilievo. L’autopsia è cominciata alle 9 del mattino. . «È un orrore gigantesco – racconta Gianni Ortis, padre di Giorgio e titolare dello studio legale dove Silvia faceva il praticantato -. Per noi era una di casa, per mia moglie era come una figlia». Giorgio Ortis e Silvia infatti avevano iniziato a frequentarsi spesso anche fuori dall’orario di ufficio e da quest’estate avevano iniziato ad andare a correre quasi tutti i giorni proprio lungo quell’ippovia del Cormor dove la ragazza ha trovato la morte.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2013/19-settembre-2013/uccisa-parco-indagato-l-amico-avvocato-2223186156570.shtml

Delitto di Udine, un fermo.
L’uomo avrebbe confessato
E’ stato portato nella caserma di viale Trieste a Udine per accertamenti. Lo anticipa il Messaggero Veneto. Aveva un coltello sporco di sangue

UDINE – Ha un colpevole l’omicidio di Silvia Gobbato, 28 anni, uccisa due giorni fa mentre faceva jogging due giorni fa lungo un sentiero alla periferia Nord di Udine. L’uomo, con problemi psichici, avrebbe confessato. Era stato fermato stamattina dopo essere stato trovato con un coltello da cucina sporco di sangue, mentre vagava in strada. La notizia è stata diffusa dal Messaggero Veneto.

Dalle prime indiscrezioni sembra che il fermato, 36 anni, sia una persona del posto, in cura per problemi di salute mentale.

Intanto è in corso l’autopsia sul corpo della vittima. Due giorni fa la giovane donna stava facendo jogging con un amico, Giorgio Ortis, figlio dell’avvocato nel cui studio la ragazza svolgeva il praticantato. Il giovane ha detto agli inquirenti che, con il passo più lungo, l’aveva distanziata di oltre 400 metri, aspettandola poi a un incrocio. Lì sarebbe stato raggiunto da un’altra persona che, mentre stava correndo a sua volta, ha scoperto il corpo della ragazza dopo aver visto il telefonino a terra e tracce di sangue. Anche questa persona è stata sentita a lungo dai carabinieri. Un minuto di silenzio verrà osservato domenica prossima prima della Maratonina di Udine, in memoria della giovane uccisa.

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/09/19/news/donna_uccisa_mentre_fa_jogging-66873667/

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