#36 (Donna) – Uccisa dal convivente

Donna uccisa, confessa il convivente

9.17 Ha strangolato la fidanzata e poi ha chiamato un amico,raccontandogli tutto. Ha atteso per strada la polizia e si è fatto arrestare. Poche ore dopo ha confessato il delitto davanti agli uomini della squadra mobile e al Pm Giancarla Serafini, che coordina le indagini. L’uomo, 42 anni, viveva con la vittima ed era noto ai vicini per le numerose e violente liti con la donna. L’ultima volta, due mesi fa, lei era stata costretta a rifugiarsi dai vicini e lui, fermato per poche ore, era poi tornato a casa.

da http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-6300bcac-5a73-4abb-ad20-cc633c044d6e.html

Uccide la fidanzata strangolandola Due mesi fa la salvarono i vicini
Il delitto in centro a Milano. Continui i litigi con urla e lancio di oggetti. L’assassino chiama un amico: «L’ho uccisa. Ora cosa faccio»?

Due mesi fa, la 42enne Sonia Trimboli, racconta un conoscente del palazzo di fronte, scappava insanguinata e trovava rifugio nell’androne di un condominio e nell’abbraccio di alcuni vicini, rapidi nel chiamare i soccorsi. Gli agenti avevano fermato Gianluca Gerardo Maggioncalda, il fidanzato coetaneo di lei. «La sera lui era già a casa». Ieri, spiegano i poliziotti, non ha fatto in tempo a uscire di casa: l’ha ammazzata nell’appartamento al quarto e ultimo piano, per poi telefonare a un amico, raccontare il delitto («L’ho uccisa io, adesso cosa faccio?»), e andarsene a pochi metri dalla Basilica di Sant’Ambrogio. Lì s’è seduto su una panchina e ha aspettato. Gli agenti, che intanto avevano ricevuto la chiamata dell’amico, l’hanno rintracciato grazie al cellulare.

Altri colleghi sono andati sul luogo del delitto. Una poliziotta della scientifica, quand’era mezzanotte, è uscita dal portone con un sacchetto in mano: dentro c’era un elastico da portapacchi, forse l’arma del delitto, forse avvenuto per strangolamento. Sull’omicidio, ancora a serata avanzata, c’erano poche certezze. Se non la nazionalità, italiana, dell’aggressore e della vittima; l’età (sono entrambi 42enni); e infine l’indirizzo, che per la geografia è un indirizzo nobile: siamo in via della Commenda 28, all’angolo con via Orti, nel quartiere di Porta Romana, uno dei cuori della vecchia Milano.

Il civico 28 è un bel palazzo con studi professionali e abitazioni. In una di queste, è voce diffusa, erano frequenti i litigi. E i litigi, che cominciavano con urla e con insulti, spesso terminavano nello scontro fisico, nel lancio di oggetti, come ad esempio — la scena è rimasta ben impressa nei ricordi di quel conoscente del palazzo di fronte — il lancio di bottiglie di vino. I due fidanzati cercavano di coprire le risse tenendo la musica dello stereo ad altissimo volume. Un tentativo vano: nel palazzo tutti sapevano, chiamavano polizia e carabinieri. Il fidanzato ha trascorso ore in Questura, sentito dal pm di turno Giancarla Serafini insieme agli investigatori della settima sezione dell’Ufficio prevenzione generale, guidato dal primo dirigente Maria José Falcicchia.

Il padre gestisce un negozio di riparazione di gioielli e di orologi, un’unica vetrina al piano terra dello stesso 28 di via della Commenda. Si tratta di persone conosciute, a Porta Romana, mentre la famiglia della donna sarebbe originaria della zona dei Navigli. Secondo i primi riscontri, il delitto sarebbe stato d’impeto, avvenuto al termine dell’ennesimo scontro. Forse l’assassino voleva scappare, e infatti il punto dove i poliziotti l’hanno fermato, in piazza Sant’Ambrogio, non è proprio vicinissimo a via della Commenda. Più probabile però che lui per primo abbia capito quanto fosse inutile fuggire, soprattutto dopo la telefonata all’amico. I primi poliziotti sono arrivati nel condominio dell’omicidio intorno alle 21.

Hanno iniziato a suonare il citofono della casa al quarto piano, dopodiché hanno provato con le altre abitazioni fin quando un residente ha aperto il portone. Il cadavere è stato trasportato intorno a mezzanotte e mezza all’obitorio di piazzale Gorini. Insieme all’elastico da portapacchi, probabilmente uno di quelli utilizzati sulle macchine per legare i bagagli. La Scientifica ha raccolto e «isolato» anche uno smartphone. I rilievi dei poliziotti sono proseguiti fino all’alba; l’appartamento è stato sequestrato. Oggi gli investigatori sentiranno altri famigliari e amici della coppia, per quel poco ormai d’aiuto che può arrivare dal passato.

http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_20/uccide-fidanzata-strangolandola-due-mesi-fa-salvarono-vicini-6b991566-581e-11e4-9d12-161d65536dad.shtml

DONNA STRANGOLATA MILANO VIA COMMENDA, FIDANZATA UCCISA CON ELASTICO PER MATERASSI

Lo aveva già denunciato ad agosto; ieri il tragico epilogo

È successo alle 16.30 circa di ieri pomeriggio, in via della Commenda. Secondo quanto confessato alla Polizia, alla base ci sarebbe una lite per gelosia, conclusasi con l’omicidio di una donna di 39 anni.

L’ARMA DEL DELITTO – L’arma del delitto sarebbe una corda elastica che il fidanzato della donna, un uomo di 42 anni, usava per tenere uniti due letti singoli nella sua mansarda.

LA RICOSTRUZIONE DELLA SERATA – Sono ancora in atto le indagini per accertare i movimenti dell’uomo durante le 5 ore successive all’omicidio.

– Le azioni del 42enne, infatti, tornano chiare attorno alle 22,00, quando l’uomo ha chiamato un amico a Garlasco, confessando il delitto.

LE PAROLE AI GENITORI – A questo punto il 42enne sarebbe uscito da casa, incrociando il padre, residente al primo piano dell’edificio.

– Mentre l’amico chiamava i Carabinieri, il 42enne, in stato confusionale, avrebbe chiesto al padre di andare a controllare come stesse la fidanzata nella mansarda.

IL MACABRO RITROVAMENTO – Qui il macabro ritrovamento: la donna sdraiata sul letto, supina sopra le coperte, morta.

– Il padre ha dunque chiamato subito il figlio sul cellulare, cercando di convincerlo a rincasare e, per questo, chiedendo la collaborazione anche di altri parenti.

L’ARRESTO – Ottenuta come risposta il rifiuto del 42enne, la Polizia è riuscita comunque a raggiungerlo in piazza Sant’Ambrogio, dove si era recato in sella alla sua bicicletta.

– Bloccato dagli agenti, la prima domanda che avrebbe fatto il 42enne sarebbe stata come stesse la fidanzata.

– Dopodiché, la confessione del suo omicidio.

L’INTERROGATORIO – L’uomo è stato arrestato e portato in Questura, dove la confessione è proseguita davanti al pubblico ministero Giancarla Serafini, fino alle 3 di notte.

I PRECEDENTI – Da quanto emerso, il 42enne era stato denunciato per lesioni e minacce lo scorso 28 agosto, dopo l’inizio di una difficile relazione avvenuto i primi giorni dello stesso mese.

– Le indagini rimangono al momento aperte.

http://www.cronacamilano.it/cronaca/56316-donna-strangolata-milano-via-commenda-fidanzata-uccisa-elastico-per-materassi.html

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