#47 (Donna) #13 (Bambino) – Lui uccide la moglie e poi uccide se stesso e il figlio

Rapallo, uccide la moglie poi si suicida con il figlio
La tragedia sulla riviera ligure di levante. Il bambino non aveva neppure un anno. Dopo l’omicidio della moglie, un sms a sua sorella: “Ho ucciso Gisella. Adesso la faccio finita”

Gisella Mazzoni e Alessio Loddo (foto tratta dalla pagina Fb di Gisella)
Prima uccide a coltellate la moglie, poi si getta dal quinto piano stringendo in braccio il figlio di un anno. L’omicidio-suicidio a Rapallo, sulla riviera ligure di levante, al 25 di via Lamarmora, nei pressi della stazione ferroviaria.

I vicini dicono che “in quella casa era un litigio continuo”. Avevano entrambi 37 anni Alessio Loddo e Gisella Mazzoni. L’11 novembre 2013 avevano avuto un figlio Francesco: domani il piccolo avrebbe compiuto tredici mesi.
Rapallo, uccide la moglie poi si suicida con il figlio di un anno

Dopo l’ennesima lite, Alessio ha preso un coltello da cucina e l’ha piantato nel petto della moglie almeno 6 volte. Prima di strappare dalla culla il figlio e lanciarsi dal balcone, con lucidità spietata, ha scritto un sms a sua sorella: “Ho uccisio Gisella. Adesso la faccio finita”.
Solo allora ha stretto tra le braccia il piccolo Francesco si è gettato nel vuoto. Risparmiati dalla furia assassina solo i due piccoli cani, un jack russel e un ‘fantasia’.

La gente del quartiere ricorda Gisella, “una bella ragazza bionda”, spingere la carrozzina con la madre al fianco e i due cagnolini al guinzaglio.

Un’apparente famiglia felice che però nascondeva feroci rancori e tanta rabbia: “Le pareti di casa sono sottili”, dice un inquilino della palazzina dalla quale si è lanciato il vicino. “Quelle urla non potevamo non sentirle e, creda a me, quei due litigavano un giorno sì e l’altro pure”.

La tragedia nel tardo pomeriggio, intorno alle sei. L’ennesima discussione, le urla, poi un tonfo sordo e un silenzio d’incubo. L’uomo è morto sul colpo; il piccolo era ancora vivo quando sono arrivati i volontari della Croce Bianca che hanno tentato di rianimarlo, ma quel volo di quindici metri non ha lasciato scampo.

Le voci si rincorrono in via Lamarmora: i carabinieri di Santa Marghertia, insieme alla sezione omicidi, hanno transennato la strada, allontanato i curiosi. Il sindaco è stato tra i primi a raggiungere la casa della tragedia: “Con Alessio ho fatto le scuole assieme. Mai avrei potuto pensare che finisse in questa maniera”.

C’è chi dice che Alessio e Gisella vivevano oramai separati in casa, che il clima in famiglia era irrespirabile e oggi pomeriggio, Gisella pare abbia detto chiaro e tondo al marito che doveva andarsene via di casa. Qualcuno l’ha sentita gridare: “E’ finita. Non ne posso più. Vattene via”.

Alessio ha reagito come una furia: gli ematoni sul corpo della giovane madre sono il segno della scarica di calci e pugni che il marito gli ha assestato prima di ucciderla a coltellate. Tra le mani di Gisella, il medico legale ha trovato dei capelli di Alessio come se la donna avesse tentato di fermare la collera dell’uomo.

Non era nuovo a reazioni violente Alessio: nel casellario della polizia ci sono alcune denunce per maltrattamenti formalizzate da altre donne della sua vita.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/12/10/news/rapallo_suicida_con_il_figlio_dalla_finestra-102578505/?ref=HREC1-2

Uccide la moglie a coltellate,
poi si getta nel vuoto con il figlio
All’interno dell’appartamento i carabinieri hanno trovato il cadavere della moglie, colpita da sei fendenti. L’uomo ha scritto un sms alla sorella: «Chiedo perdono»

Un uomo di 37 anni ha accoltellato la moglie, poi ha afferrato il figlioletto di un anno e si è lanciato nel vuoto dall’ultimo piano, il sesto, di un palazzo di via Lamamora, in pieno centro di Rapallo. Sono stati i commercianti della via ad allertare i soccorsi dopo il tragico volo. Sul posto polizia e carabinieri che, entrando nell’appartamento della coppia, hanno trovato il cadavere della moglie. Sulla porta dell’appartamento c’era un biglietto: «Non suonate», l’indizio della tragedia.
La lite degenerata

Alessio Loddo e Gisella Mazzoni erano in crisi da un po’ di tempo: una «coppia che litigava tanto», raccontano i vicini. Secondo una prima ricostruzione, stavano proprio discutendo mercoledì pomeriggio quando i toni si sono alzati e Loddo ha afferrato un coltello e colpito la compagna con sei coltellate al torace. Poi ha preso in braccio il figlioletto di un anno e si è gettato dal sesto piano dell’abitazione. Sul posto anche i militari della sezione rilievi del nucleo investigativi di Genova e il medico legale Marco Salvi. Il pubblico ministero di turno Marco Airoldi ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e probabilmente disporrà l’autopsia. I due cani della coppia, fra cui un jack russel, sono stati affidati alla Croce Bianca di Rapallo.
Un sms alla sorella: «La uccido, poi uccido me stesso»
La donna, secondo il racconto di un amico, voleva lasciare il compagno, che aveva

sposato da un paio di anni. Alessio Loddo era un libero professionista e non ha avuto mai, dicono gli amici, problemi di droga. Gisella Mazzoni era casalinga. La coppia apparentemente non aveva problemi di soldi, anche perché erano supportati dai genitori. Ma aveva problemi di convivenza. Lei voleva separarsi, lui non l’accettava.Loddo, che era già stato denunciato in passato per violenze nei confronti di altre donne, avrebbe inviato un sms prima di compiere il suo drammatico gesto alla sorella, anticipandole le sue intenzioni e chiedendo perdono: «La uccido poi uccido me stesso».

http://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_10/papa-si-lancia-vuoto-col-figlio-morti-entrambi-colpo-bc9b70c4-8093-11e4-bf7c-95a1b87351f5.shtml

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